Droni armati a Sigonella

da La Repubblica del 21 Maggio 2012 –

Nel corso del vertice NATO a Chicago si parla di Italia. Se ne parla in relazione alle missioni italiane inquadrate nella NATO, e soprattutto se ne parla con riferimenti particolare all’Afghanistan e alla pirateria. Francesco Bei, giornalista di Repubblica, riporta che le novità, per quanto riguarda l’Italia, saranno notevoli. La promessa di Mario Monti è di 100 milioni di euro all’anno per il governo di Hamid Karzai perché le forze afgane riescano a gestire autonomamente la sicurezza nel Paese a partire dal 2014.

La seconda novità, e forse ancora più importante, è stata la proposta  di posizionare droni armati nella base di Sigonella, in Sicilia, per combattere non precisati “pirati e terroristi”. Le basi della NATO [North Atlantic Treaty Organization] in Italia sono 10: da nord a sud, sono posizionate ad Aviano, Poggio Renatico, Roma, Napoli, Amendola, Gioia del Colle, Decimomannu, Trapani, Sigonella e Pantelleria. Insieme a Monti si presentano al vertice di Chicago il Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo di Paola, il Ministro degli Esteri Giulio Terzi (che è stato per tre anni ambasciatore negli USA), e l’attuale Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Claudio Bisognero.

Fresco di elezioni all’Eliseo, François Hollande potrebbe essere un problema per i piani americani di disimpegno dal teatro afgano, dato che è andato preannunciando in campagna elettorale, in caso di vittoria, il rimpatrio delle truppe francesi entro la fine del 2012. Chiaramente la realtà dei fatti è diversa dalle seppur legittime promesse elettorali, e il neopresidente dovrà fare due conti con alleati (su tutti) e con le finanze, prima di dichiarare il “rompete le righe”. Dal canto suo Obama, che si fa fotografare sempre più brizzolato dato lo stress pre e post elettorale, deve confrontarsi sia col cambio di rotta (presunto) in Europa, a livello politico, sia con il fango afgano, che proprio non vuole saperne di staccarsi dai suoi boots on the ground.

Entro il 2013, riporta ancora Bei, le forze afgane dovrebbero prendere il controllo delle operazioni di combattimento, ed entro il 2014 all’ISAF [International Security Assistance Force] resterà soltanto un ruolo di assistenza tramite i consiglieri militari. Dal 2015 (e qui sembrano considerazioni davvero ottimistiche) resteranno solo compiti di cooperazione civile. [vedi http://www.isaf.nato.int/]

L’altra novità, appunto, è il sistema AGS [Alliance Ground Surveillance] della NATO, con base a Sigonella, dove un progetto di punta della strategia “Smart Defence” renderà operativi 5 droni con il compito di “tenere sotto controlo e distruggere le minacce nel Mediterraneo e in Africa” – una missione da nulla, insomma. Entro il 2017 saranno impiegati nella base vicino a Catania altri 600 militari, per investimenti fino al miliardo di euro. Soldi ben spesi? Da qui a 5 anni vedremo chi saranno i nuovi “nemici” da neutralizzare tramite missili, con buona pace dei fan delle azioni corpo a corpo.

Annunci

2 risposte a “Droni armati a Sigonella

  1. What exactly truly encouraged you to compose “Droni armati
    a Sigonella | la prospettiva del funambolo”? I actuallydefinitely enjoyed reading the
    blog post! Thanks for the post -Frieda

  2. Pingback: La guerra senza limiti dei droni (Yes, we can?) | la prospettiva del funambolo·

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...