La prossima bomba demografica

Negli ultimi tempi si leggono spesso notizie che riguardano la Nigeria, per quanto riguarda i “ribelli” o per il petrolio. Cerchiamo di dare qualche dato indicativo per meglio seguire le notizie (e magari per vederle con un occhio più critico!!).

La Nigeria rappresenta un potenziale regionale secondo soltanto al Sudafrica nel continente africano, grazie anche ai suoi 152,217,341 abitanti, ed è uno degli snodi politici cruciali per le vicende continentali, non soltanto per quanto riguarda l’economia o la popolazione. Situata nell’Africa occidentale sul Golfo di Guinea, ha una superficie totale di 356.669 km, il che la rende il 32esimo paese più grande del mondo. Confina con il Benin a Ovest, il Niger a Nord, il Chad ed il Camerun nel Sud-Est, ma possiede anche un linea costiera di 853 km.

La Nigeria da sola conta all’incirca un quarto degli abitanti dell’Africa occidentale, e si trova all’ottavo posto nella classifica degli stati più popolosi al mondo. Inoltre, nonostante meno del 25% dei nigeriani sia urbanizzato, più di 24 città superano i 100.000 abitanti. Indipendente dal 1960, è una repubblica federale divisa in 36 stati.

Esistono circa 250 gruppi etnici all’interno della Nigeria: tra questi, il gruppo etnico dominante (nei due terzi settentrionali) è quello degli Hausa-Fulani, la cui maggioranza è di fede islamica, anche se negli ultimi vent’anni, tra gli Hausa nella Nigeria settentrionale, sta avendo grande successo il culto bori, che è una forma rituale marginale dell’Islam, e per questo avversato dai musulmani ortodossi, grazie anche al fatto che i luoghi di culto sono custoditi da donne divorziate.

Tuttavia, il gruppo mediaticamente più conosciuto è Boko Haram, autore di attentati, omicidi e stragi dal settembre 2010. Nonostante sia un gruppo di ispirazione profondamente islamica, sarebbe riduttivo bollare tali violenze come “religiose”, data la condizione economica della popolazione nigeriana, sicuramente più toccata da essa che dalle contrapposizioni religiose, per quanto siano consistenti. Boko Haram ha come luogo d’elezione la parte settentrionale del Paese, e originariamente adottò il nome di Popolo per la Propagazione degli Insegnamenti del Profeta e della Jihad, che è la traduzione italiana di Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (جماعة أهل السنة للدعوة والجهاد).

Nella città di Maiduguri dove il gruppo si è formato, i residenti gli diedero il soprannome di Boko Haram. Il termine “Boko Haram” deriva dalla parola hausa boko che significa “educazione occidentale” e la parola araba haram indica figurativamente il “peccato” (letteralmente, “divieto”). Il nome, liberamente tradotto dalla lingua hausa, significa “l’educazione occidentale è vietata”. Il nome è dovuto alla dura opposizione all’occidente, inteso come corruttore dell’Islam.

Quest’anno la setta Boko Haram ha ucciso decine tra civili, poliziotti, politici e rappresentanti delle chiese cristiane e di altre sette islamiche;

La Nigeria ha rappresentato, fino alla fine degli anni ’90, un brusco fallimento delle riforme africane, grazie al continuo intervento dei militari nella gestione dello stato. Così come il Burkina Faso ed il Ghana, la Nigeria ha subito ben 6 golpe militari; se oggi questo Paese ha potuto ricreare un certo clima di consenso per ciò che riguarda le riforme strutturali, è pur vero che le violenze interne non sono cessate.

Il 16 aprile 2011 Goodluck Jonathan, del Partito democratico del popolo (Pdp, al potere dal 1999), capo dello stato ad interim dal maggio 2010, è stato eletto presidente con quasi il 60% di voti. In seguito alla vittoria, Buhari, il suo principale sfidante, ha denunciato brogli alle elezioni, e sono scoppiati violenti scontri nel Nord, causando 40.000 sfollati e più di 800 morti. Una realtà diversa per intensità e scontro, ma presente nella politica nigeriana, è quella rappresentata dal MEND (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger), movimento paramilitare composto dai nativi della zona del Delta del Niger, il cui obiettivo politico è la lotta armata allo sfruttamento dell’ambiente naturale della regione con vantaggi esclusivi per le aziende straniere.

Fra i paesi per i quali si prospetta un incremento della popolazione mondiale, la Nigeria risulta sostenere un incremento di almeno 4 milioni di individui all’anno fino alla metà del XXI° secolo, partecipando con India (16 milioni), Cina (9 milioni), Pakistan (4 milioni), Bangladesh (3 milioni), Indonesia (2 milioni).

“Per alcuni paesi si possono individuare i tempi e le fasi della congiuntura demografica favorevole. Nella parte sinistra di ogni grafico abbiamo il periodo che precede la “finestra demografica”, dove la pressione delle giovani generazioni può rappresentare un problema per lo sviluppo.” Così Angeli e Salvini in Popolazione e sviluppo nelle regioni del mondo.

È il caso della Nigeria, dove l’alto valore del TFT del 2000-2005 conduce ad osservare una popolazione di età 0-14 pari a circa il 50% della popolazione complessiva, proporzione anche superiore a quella della popolazione in età 15-59. Il rapido incremento demografico può essere affrontato politicamente solo con un efficiente paino di sviluppo in termini di valorizzazione del capitale umano, e con tutta probabilità anche attraverso sostenuti aiuti internazionali.” Una proiezione della popolazione nigeriana, stima che nel 2050 il numero totale di abitanti sarà di 338 milioni di individui, il che farebbe spostare la Nigeria nella graduatoria dei paesi più popolosi al mondo dal decimo posto detenuto oggi, al quarto.

Il 70% dei nigeriani ha meno di 35 anni.

L’economia nigeriana si basa in gran parte sull’agricoltura, che occupa il 70% della forza lavoro, seguita dall’industria mineraria ed estrattiva, soprattutto di petrolio. La Nigeria ha una capacità estrattiva di 2,1 milioni di barili di greggio al giorno.

La logica dello sfruttamento economico che stava alla base dei sistemi coloniali aveva aggravato il peso dell’arretratezza delle popolazioni, facendo leva sulle richieste dei mercati dei paesi colonizzatori per sostituire le colture nelle colonie. I contadini, perciò, furono indotti a ridurre la produzione agricola per il consumo domestico per privilegiare i cosiddetti cash crops, i prodotti agricoli commerciabili sui mercati internazionali. Anche in Nigeria (così come in Zambia), dove un ruolo importante dell’economia è rappresentato dall’estrazione mineraria di oro, rame o diamanti o dal petrolio, il peso preponderante di un limitato numero di prodotti da esportazione ha reso l’intera economia estremamente vulnerabile alla richiesta internazionale.

Un mercato piuttosto florido in Nigeria, tuttavia, è rappresentato dalla cinematografia, in quanto è diventato negli ultimi vent’anni il terzo polo cinematografico del mondo, dopo USA e India, aggiudicandosi l’appellativo di “Nollywood”, con un giro d’affari annuale di circa 400 milioni di dollari.

1990-2050[1]

Year

Population

1990

97 552

1995

110 015

2000

123 689

2005

139 823

2010

158 423

2015

179 791

2020

203 869

2025

229 796

2030

257 815

2035

288 038

2040

320 341

2045

354 369

2050

389 615


[1] Fonte: http://esa.un.org/unpd/wpp/unpp/p2k0data.asp

Per approfondire:

–       Angeli S. Salvini, Popolazione e sviluppo nelle regioni del mondo, Il Mulino, Bologna, 2007

–       Bernardi, Africa, Carocci, Roma, 2007

–       G. Carbone, L’Africa, Il Mulino, Bologna, 2005

–       UNDP, Human Development Report, 2009

–      “Internazionale” (settimanale) n° 879 – 894 – 898 – 901

–       www.uni.edu                                        University of Northern Iowa

–       www.census.gov                                  U.S. Census Bureau

–       www.wikipedia.org                             Wikipedia

–       www.worldbank.org                           World Bank Group

–       www.esa.un.org                                   U.N. Department of Economic and Social Affairs (ESA)

–       www.nigeriaworld.com

–       www.citymayors.com                        City Mayors Statistics

–      www.migrationpolicy.org                  Migration Policy Institute

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5 risposte a “La prossima bomba demografica

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