Dopo Norimberga, la Sierra Leone

E’ di pochi giorni fa la notizia della condanna a 50 anni di carcere per Charles Taylor.

Una condanna notevole, certamente, ma di nessuna importanza, se non fosse che Mr. Taylor è l’ex presidente della Liberia, ed è stato condannato dalla Corte Speciale per la Sierra Leone [http://it.wikipedia.org/wiki/Corte_Speciale_per_la_Sierra_Leone].

Riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità e di guerra durante il conflitto in Sierra Leone, era anche accusato di aver armato i ribelli nella guerra civile che si è protratta tra 1991 e 2002, anno in cui fu istituito la Corte Speciale a Freetown, capitale della Sierra Leone.

Secondo i giudici, l’uomo “non fu solo un fornitore di armi o un finanziatore”, ma piuttosto “l’artefice di uno dei capitoli più sanguinosi della storia dell’invasione di Freetown”, la capitale del paese africano che confinava con la Liberia.

Il processo all’ex presidente era iniziato nel gennaio del 2007. L’accusa aveva chiesto lo scorso 3 maggio una condanna a 80 anni di carcere, mettendo in risalto l’enormità dei crimini commessi da Taylor; i suoi legali avevano domandato che il loro assistito non venisse condannato all’ergastolo, ritenendo “eccessiva” la richiesta dell’accusa.

Il logo della Corte Speciale per la Sierra Leone

Presidente della Liberia dal 1997 al 2003, fu arrestato nel 2006 in Nigeria, e già ad aprile la Corte lo aveva ritenuto colpevole di undici imputazioni di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, fra cui stupri, omicidi e saccheggi in un periodo compreso tra il 1996 e il 2002, oltre ad aver garantito assistenza logistica e sostegno al Fronte Rivoluzionario Unito [RUF]. Il RUF fu protagonista nella strage di decine di migliaia di persone durante la guerra civile, arruolando anche moltissimi bambini-soldato nel decennio di conflitto.

In cambio del sostegno, Taylor riceveva “diamanti” raccolti da schiavi. Secondo l’accusa, l’ex capo di stato liberiano “aiutò e incoraggiò” una campagna di terrore volta ad ottenere il controllo della Sierra Leone con l’obiettivo di mettere le mani sui suoi diamanti, durante un conflitto civile costato 120mila morti e contrassegnato anche da numerosi atti di cannibalismo e mutilazioni.

Charles Taylor continua a dichiararsi innocente, e probabilmente presenterà ricorso alla Corte.

Taylor è il primo Capo di Stato africano condannato dalla giustizia internazionale dai processi di Norimberga contro i nazisti dopo la Seconda Guerra mondiale.

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