Libia-Italia, il viaggio impossibile

Amnesty International ha presentato il rapporto “SOS Europe” che si occupa dell’impatto sui diritti umani dei controlli in materia d’immigrazione. Fino a qui tutto bene, niente di nuovo. Si, lo sappiamo che l’Europa non ha una politica, per quanto riguarda l’immigrazione, che renda giustizia alle differenze tra i vari Paesi membri. Ma si, dai, in fondo arrivano barconi tutti i giorni. Pensa ai greci! Hanno iniziato qualche millennio fa, e poi hanno esportato il know-how nell’Impero Ottomano! Ah, non esiste più? va bè.

Le ondate migratorie in Italia non sono di certo una novità, anzi! E che dire degli accordi stipulati dal governo Berlusconi con l’allora amico di sempre, Monsieur Gheddafi? Una manna dal cielo. Noi cacciavamo un sacco di soldi e loro si occupavano di tenere nei campi nel deserto qualche migliaio di disperati, a crepare al caldo piuttosto che in mare (vuoi mettere la soddisfazione?). Poi, sono arrivate le bombe. Gheddafi è morto, Berlusconi.. no. 

Ma ecco una nuova grande idea per l’estate! Amnesty International denuncia che lo scorso 3 aprile il Governo italiano avrebbe firmato un accordo segreto con Tripoli per fermare i migranti in partenza per le spiagge italiane, da sempre mèta ambita per il turismo straniero.

Secondo l’Ong, l’intesa dà alle autorità italiane il diritto di respingere i migranti e rispedirli in Libia senza alcuna forma di protezione umanitaria. Una palese violazione della CEDU [Convenzione europea sui diritti umani]: un accordo che non tiene conto della situazione politica e sociale post-conflitto.

“L’Italia – si legge nel testo-  nella migliore delle ipotesi ha ignorato la terribile situazione dei migranti. O nella peggiore delle ipotesi si è mostrata disponibile a passare sopra gli abusi dei diritti umani in nome del proprio tornaconto politico interno”.

A sottoscrivere l’intesa il Ministro dell’Interno Cancellieri, durante una visita a Tripoli, ma a distanza di mesi non sono stati ancora resi noti i contenuti, nonostante le ripetute interrogazioni delle organizzazioni per i diritti umani.
“Attualmente  –  dichiara a Repubblica. it il portavoce di Amnesty Italia Riccardo Nouri – dunque  non è dato di sapere se, come sostiene il Cnt [attualmente al governo ndr.], siano ancora in vigore gli accordi del 2008 sottoscritti dall’esecutivo Berlusconi con Gheddafi che prevedevano respingimenti in mare, peraltro condannati a febbraio dalla Corte Europea di Strasburgo, oppure se un nuovo corso sia stato dato dal Governo in carica”.

“Nel Paese – dice il rapporto – mancano anche le minime garanzie nei confronti dei diritti e delle libertà fondamentali”. “La situazione dei migranti in partenza oggi – continua Nouri –  è ancora peggiore che ai tempi del regime perché i centri di detenzione in Libia sono nelle mani delle milizie oltre al fatto che c’è una caccia ai sospetti mercenari che hanno combattuto nelle file dell’esercito del Rais”.

Nel 2011, secondo le stime di Amnesty, almeno 1500 tra uomini donne e bambini sono annegati nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiugere l’Europa. In diverse occasioni, l’Italia ha respinto persone verso la Libia, Paese in cui sono state poi arrestate e sottoposte a maltrattamenti. In un contesto nel quale trasparenza e controlli sono scarsi, le violazioni dei diritti umani lungo le coste e le frontiere europee finiscono spesso per rimanere impunite.

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