Prossima fermata Damasco

Se volessimo scommettere su un intervento armato in Siria, le quote sarebbero decisamente più basse rispetto a mesi fa. “Se tocchi la Siria, tocchi l’Iran” era il primo ragionamento, per altro giusto. Di fatto, spesso ci dimentichiamo che gli interventi “umanitari” per “liberare un popolo” non coincidono necessariamente con ciò che un occidentale si aspetta.

Gli interventi in Libia (su cui si potrebbero e dovrebbero [!!] scrivere interi tomi) ne sono un chiaro esempio, dato che le forze di terra utilizzate erano solo corpi d’elite e che la situazione era decisamente più semplice, visto il supporto internazionale ai clan ribelli nei confronti del Governo di Gheddafi. Ma da alcuni giorni gira una voce insistente, di certo non nuova, anche riportata da nomi con solida credibilità.

“Tra pochi giorni, forse già venerdì 15 giugno, a mezzogiorno, i siriani che vorranno guardare i canali nazionali li vedranno sostituiti sui loro schermi dalle televisivi create dalla CIA. Immagini realizzate in studio mostreranno massacri attribuiti al governo, manifestazioni pubbliche, ministri e generali che danno le loro dimissioni, il presidente al-Assad che fugge, i ribelli che si radunano nel cuore delle principali città, e un nuovo governo che s’installa nel palazzo presidenziale. Questa operazione, direttamente guidata da Washington da Ben Rhodes, viceconsigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, è destinata a demoralizzare i siriani e a consentire un colpo di stato. La NATO, che si scontra con il doppio veto di Russia e Cina, giungerà a conquistare la Siria senza doverla attaccare illegalmente. Qualunque sia il giudizio sugli eventi attuali in Siria, un colpo di stato metterebbe fine ad ogni speranza di democratizzazione.”

Questa la denuncia di Thierry Meyssan, intellettuale francese, presidente-fondatore del Rete Voltaire e della conferenza “Axis for Peace”. [http://www.voltairenet.org/_Thierry-Meyssan_?lang=it]

Meyssan riporta che la Lega Araba avrebbe già chiesto agli operatori satellitari Arabsat e Nilesat d’interrompere la ritrasmissione dei media siriani, pubblici e privati (Syria TV, al-Ekbariya, ad-Dunya, Cham TV, ecc.).Dato che non esiste una rete radio siriana, le televisioni sono ricevute via satellite.
Alcune fonti riportano di incontri internazionali tenutisi per coordinare l’operazione di disinformazione, a cui avrebbero partecipato gli ufficiali PSYOP [unità attiva dell’US Army per lo svolgimento di attività psicologiche e di propaganda] inseriti nelle redazioni di BBC, CNN, al-Jazeera o al-Arabiya.

In base all’idea di Rhodes, avrebbero quindi preparato delle false informazioni, per cui ogni media riporterà le menzogne degli altri. Uno degli incontri ha visto la partecipazione di sviluppatori e ingegneri per creare la produzione di immagini di fiction, miscelando parti realizzate in studi a cielo aperto e computer grafica. Gli studi sarebbero locati in Arabia Saudita, e sarebbero presenti nello “show” anche i palazzi presidenziali e le principali strade di Damasco, Aleppo e Homs.

“Alla terza riunione”, dice ancora Meyssan, “vi hanno partecipato il generale James B. Smith, ambasciatore degli Stati Uniti, un rappresentante del Regno Unito, e il principe Bandar Bin Sultan (che il presidente George Bush padre ha designato come figlio adottivo, al punto che la stampa statunitense l’ha definito “Bandar Bush“). Si tratta di coordinare i media e “l’esercito libero siriano“, di cui i mercenari del principe Bandar formano il grosso degli effettivi.”

Il fatto di oscurare le TV satellitari per condurre una guerra, non è nuovo. Così, sotto la pressione di Israele, Stati Uniti e Unione europea hanno oscurato in successione le reti TV libanesi, palestinesi, irachene, libiche e iraniane. Nessuna censura è stata condotta verso i canali satellitari di altre parti del mondo. Si pensi al 2002, quando la CIA usò cinque canali, Televen, Globovision, Meridiano, ValeTV e CMT, per far credere che delle enormi manifestazioni avevano costretto il presidente del Venezuela Hugo Chavez a dimettersi, mentre era stato vittima di un colpo di stato militare.
Nella battaglia di Tripoli, la NATO ha fatto realizzare in studio e diffondere da al-Jazeera e al-Arabiya le immagini dei ribelli libici che entravano nella piazza centrale della capitale, mentre erano ancora lontani dalla città, in modo che i residenti, convinti che la guerra fosse persa, cessassero ogni resistenza.

Dietrologia? Complottismo? Forse. Di certo non sarebbe la prima volta che gli USA utilizzano la disinformazione per modificare uno scenario che altrimenti sarebbe ingestibile, per loro. Pensiamo all’incidente nel Golfo del Tonchino che diede il via all’intervento armato in Vietnam, tanto per citare un episodio, ampiamente smascherato nel corso degli anni.

Di pochi minuti fa, la notizia che il generale Robert Mood, a capo della missione ONU in Siria, ha dichiarato la cessazione di ogni attività delle Nazioni Unite per il clima troppo teso [http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/06/16/Siria-Onu-sospende-attivita-_7047587.html]. Entro quanti giorni vogliamo scommettere di vedere Assad “scappare inseguito dalla folla”?

Ulteriori informazioni (ma quelle vere!!): http://cryptome.org/dsb-psyop.htm – da leggere!

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Una risposta a “Prossima fermata Damasco

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