Piccoli Nazi crescono

Crisi e populismo. Crisi e razzismo. Crisi e capri espiatori, colpevoli occulti, nazionalismo rispolverato. Niente di nuovo, certo, eppure l’Europa, che si sta stracciando le vesti in nome della “spending review” e del “nuovo welfare”, si scopre lunghe cicatrici e tatuaggi che erano stati se non rimossi, accantonati.

Errori di gioventù.

Due anni fa fece scalpore il fatto che l’applicazione iMussolini fosse stata la seconda più scaricata dal negozio online della Apple durante il giorno della memoria, dedicato al ricordo della Shoah, il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Tanto che negli Stati Uniti l’associazione Holocaust survivors aveva protestato con Apple. In seguito, Cinecittà Luce minaccio’ una causa per violazione dei diritti d’autore. L’applicazione fu rimossa, salvo poi tornare online col prezzo aumentato, da 0,79 centesimi a 0,99.
Nei giorni seguenti l’interesse era addirittura cresciuto, fino alle 6mila copie al giorno.

L’Unione europea sembra minimizzare la diffusione del razzismo e della xenofobia in Europa. I gruppi di estrema destra si moltiplicano su Internet e raccolgono sempre piu’ consensi in Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna. Il think thank inglese Demos ha fatto un’inchiesta su 10.000 persone presenti sui network sociali con discorsi razzisti. Si tratta per lo piu’ di giovani che temono la diffusione dell’Islam e sono contrari all’immigrazione.

Nell’ottima inchiesta de L’Espresso vengono spiegate le nuove ondate “nere” che lambiscono i movimenti sociali e le manifestazioni di piazza, in alcuni casi, o arrivano direttamente (e fortemente) in diversi Parlamenti europei, se non addirittura a governare uno Stato, come nel caso dell’Ungheria. Quali sono i nemici giurati dei giovani neonazi o dei loro maestri burattinai, nascosti per anni in biblioteche e centri minori, e riaffioranti alla superficie proprio oggi, dove cresce la rabbia? Le banche e l’Europa, ma soprattutto “lo straniero”. “Perché l’obiettivo dichiarato dei nuovi camerati sono immigrati, arabi e islamici soprattutto, oltre che rom ed ebrei. E politica, ideologia e riferimenti storici si confondono tra gli appartenenti alla nuova internazionale nera: decine di migliaia di estremisti della destra più radicale in Europa. Neonazisti, nuovi e vecchi fascisti, nazi-skin, bonehead, hammer-skin, autonomi nazionalisti, movimentisti e cani sciolti. Da nord, in quella Norvegia ancora scossa dalla strage del 22 luglio 2011 (77 morti tra Oslo e Uttoya e un responsabile – Anders Behring Breivik, 33 anni  –  attualmente sotto processo) a sud, nella Grecia segnata dal successo elettorale del partito neonazista Alba d’Oro (quasi il 7% e 21 seggi, per la prima volta, in Parlamento).

Attraverso Ungheria, Russia, Serbia, Germania, Inghilterra, Austria, Francia, Spagna e Italia. Truppe di vecchi nostalgici, piccole masse di reazionari, ma soprattutto una crescente folla composta da nuove e nuovissime generazioni di europei sostengono i partiti dell’odio e dell’intolleranza, si organizzano in piccoli e grandi gruppi movimentisti, si rendono responsabili di aggressioni, pestaggi e omicidi, trovando punti di contatto nella musica e attraverso il web, spesso oltre l’ideologia.

Lo stesso Antonio Salas, giornalista infiltrato per “missione” professionale, aveva denunciato il fenomeno di Hammerskin España, fingendosi un camerata disposto a tutto. Dal suo libro ne derivò un processo che vide condannare molti esponenti del movimento, anche di alto profilo, il cui punto di ritrovo [Libreria Europa, a Barcellona] è uno dei centri di diffusione del materiale informativo per tutto il continente.

Anche Indymedia affronta la questione, ponendo molti numeri e tante spiegazioni, anche se esistono centri di studio preposti al controllo e al monitoraggio dei gruppi estremisti, e si potrebbero scrivere interi tomi questionando e chiedendosi il perchè di tanti risvolti e di tante alleanze, anche pro-tempore, della Far Right. In realtà ormai bisognerebbe aggiornarli di continuo, tanto si modificano e si confondono con realtà minori, religiose o para-filosofiche, sposando una volta la tesi delle guerre anti-islamiche, un’altra quella dei “fratelli palestinesi” contro Israele, e ancora contro gli USA ma a fianco dei movimenti anti-abortisti che vorrebbero staccarsi culturalmente anche da noi.

Statistiche dei gruppi e delle milizie para-militari operanti negli USA

Insomma, la confusione regna sovrana anche per i giovani “Boia chi Molla”, che quantomeno trovano una sponda con l’intera società civile nel rifiutare il sistema economico-finanziario globale, teorizzato e messo in pratica da un liberismo made in the US contraddittorio e largamente falsato.

Non deve stupire che la Destra sia in grande fermento: nelle situazioni di crisi é facile che cresca il malcontento, é normale, ma non esistono veri leader politici, solo caricature. Certo, ogni Paese europeo é sovrano (davvero, più o meno..), ma né tra i 28 Stati dell’Unione né tra i leader occidentali o mediterranei é possibile intravedere personalità spiccate, che non significa necessariamente autocratiche o folli. Non significa neppure per forza rimpiangere diverse età dell’oro,semplicemente i premier e Capi di Stato attuali sono l’emanazione più lampante della necessità democratica di leaderismo, senza nessuna minima parvenza di reale propulsione popolare.

Non esistono più grandi forze di sinistra in Europa, ma solo “enti preposti”, il che spiana la strada ancora di più a chi cavalca l’onda delle battaglie di piazza, senza peraltro dimostrare lungimiranza o calcolo politico. Ovvero si, siamo di fronte a una grande impennata delle forze anti-sistemiche, ma anch’esse patiscono di una carenza di visione e di leadership imbarazzante.

Nota: Antonio Salas vive sotto copertura, è autore di numerosi libri. Il nome è falso, anche se in rete circolano diverse idee su chi possa essere. Consigliamo vivamente la lettura di uno dei suoi lavori, quantomeno de “L’Inflitrato”, edito da Newton Compton. Occorre un quaderno vicino, durante la lettura, per tutti i nomi ed i riferimenti importanti!

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2 risposte a “Piccoli Nazi crescono

  1. Ottima analisi e tema assolutamente da non dimenticare né sottovalutare assolutamente!
    Posso proporre di alternare con alcune informazioni positive relative, magari, a gruppi di integrazione?
    Credo sarebbe utile dare spazio anche alla speranza e al buon senso.

  2. Pingback: Italia Nera | laprospettivadelfunambolo·

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