La Cina che verrà

Gu Kailai è stata condannata alla pena di morte, con sospensione. Il che significa che si tradurrà in ergastolo. Con la “buona condotta”, inoltre, la moglie di Bo Xilai, l’ex potente segretario del partito comunista cinese di Chongqing, potrà scontare una pena compresa tra i 9 e i 15 anni di carcere.

Gu Kailai in tribunale

La sentenza per l’omicidio dell’uomo d’affari britannico Neil Heywood è stata pronunciata da una corte del tribunale di Hefei, nella provincia orientale dell’Anhui. Gu Kailai non ricorrerà in appello, e non le sono state riconosciute alcune attenuanti, tra cui quella di avere agito per difendere il figlio Bo Guagua, minacciato dalla vittima. La stessa corte ha condannato a nove anni di detenzione Zhang Xiaojun, un amico della famiglia, accusato di essere stato complice nel delitto, avvenuto nel novembre: anche Zhang non farà ricorso. Infine sono stati condannati a pene tra i cinque e gli undici anni di carcere quattro ufficiali di polizia giudicati colpevoli di aver coperto la donna.

La sede dell’MI6 a Londra

La vittima dell’omicidio, l’imprenditore Neil Heywood, pare fosse invece un uomo del MI6, il Servizio di Sicurezza per l’estero britannico [https://www.sis.gov.uk/]

Il processo si è svolto tutto in una sola udienza il 9 agosto scorso, quando Gu confessò l’omicidio dell’uomo, suo amante. I fatti, riportati dagli inquirenti, si svolsero in questo modo: la moglie di Bo Xilai aveva mandato Zhang a Pechino per incontrare Heywood e accompagnarlo a Chongqing. Il 13 novembre la donna era andata a trovare l’imprenditore nella sua stanza d’albergo e aveva bevuto del vino e del tè con lui.

“Quando Heywood si è ubriacato – ha raccontato nei giorni scorsi il vice presidente del tribunale Tang Yigan – ha vomitato e ha chiesto dell’acqua. Allora Gu ha preso del veleno che aveva preparato e che era stato portato nell’hotel su sua richiesta da Zhang Xiaojun e lo ha versato nella bocca di Heywood, uccidendolo”.

Ma ciò che interessa davvero di tutta questa faccenda, non è l’omicidio in sè, dato che nessun omicidio così banale tanto da sembrare un film serie B americano anni ’80 rimanderebbe le foto e i titoli sui principali quotidiani internazionali. Quanto, invece, gli aspetti più oscuri, e paradossalmente più lampanti, della faccenda.

Bo Xilai era ex potente segretario del partito comunista cinese della provincia di Chongqing, con un forte seguito sia tra la popolazione sia tra le forze armate. Xilai rappresentava il neomaoismo, ovvero l’idea che l’apparato cinese di potere odierno fosse troppo distante dalla dottrina del “Grande Timoniere“, e che andasse modificato.

La sede del Comitato Centrale

Xilai era candidato al Comitato Permanente del Politburo del partito [che di fatto guiderà la Cina per i prossimi 10 anni] , che verrà rinnovato a ottobre in occasione del prossimo congresso del partito, ma questa vicenda ha ovviamente cancellato  e la possibilità di una frattura con chi regge oggi il destino di più di 1 miliardo e 300 milioni di persone, oltre che di tutti coloro che sono direttamente o indirettamente collegati agli interessi cinesi.. tutto il mondo.

Nel marzo scorso Bo Xilai è  stato rimosso da tutti gli incarichi dopo che un suo collaboratore, l’ex poliziotto Wang Lijun, ha cercato rifugio in un consolato degli Stati Uniti, dove avrebbe fornito informazioni sul coinvolgimento di Gu Kailai nell’omicidio di Heywood. A Bo Xilai non è stato per il momento contestato alcun reato.

L’ambasciata britannica a Pechino ha diffuso una nota in cui si esprime soddisfazione per il fatto che le autorità cinesi hanno processato le persone ritenute responsabili dell’omicidio. Il Regno Unito, si legge nel comunicato, aveva chiesto alla Cina “di tenere un processo conforme agli standard internazionali in materia di diritti umani e di non applicare la pena di morte”.

Va detto che in Cina non esiste un sistema giuridico indipendente, e che quindi è controllato dal Partito. La condanna a Gu Kailai, perciò, voleva essere un doppio segnale: da una parte verso il popolo cinese, mostrando che “anche il potere viene toccato dalla legge”, e dall’altro.. beh, sembra chiaro che nessuno possa permettersi di modificare il supertreno asiatico.

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Una risposta a “La Cina che verrà

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