Il nuovo Colosso di Rodi

Basteranno 3 mesi alla compagnia di costruzioni cinese Broad Group per costruire quello che, una volta terminato, sarà il grattacielo più alto del mondo. Lo Sky City One, 220 piani (più due sotterranei), sorgerà nella periferia rurale di Changsha, città da 7 milioni di abitanti nella provincia di Hunan, Cina centrale. Altezza prevista: 838 metri, contro gli 828 del Burj Khalifa di Dubai, attuale detentore del record.

Ecco come dovrebbe apparire lo Sky City One ultimato

Solo dieci metri di differenza ma un abisso in termini di tempi di lavoro: per il gigante di Dubai infatti, inaugurato nel 2010, furono necessari 72 mesi di cantiere aperto, per Sky City One invece, promettono i progettisti, ne basteranno tre.

Come è possibile? Il segreto starebbe nella particolare tecnica di costruzione impiegata dal Broad Group, un metodo che, fatte le dovute distinzioni, assomiglia a quello del Lego. Qui non si usano mattoncini colorati, però, ma blocchi prefabbricati di 15,6 per 3,9 metri: moduli standard prodotti nel quartier generale del gruppo – la «Broad Town» -, trasportati via camion sul luogo della costruzione, messi in posizione e assemblati. Molto velocemente. Troppo, secondo gli scettici che dubitano della riuscita dell’impresa.

Nessun dubbio, invece, per Zhang Yue, presidente del gruppo: «Abbiamo già testato la nostra tecnica – ha detto Zhang al Financial Times -, questa volta si tratta solo di un edificio un po’ più alto».

Fondato nel 1998 con un capitale iniziale di 3 mila dollari, agli esordi il Broad Group si è fatto strada nel settore dei condizionatori d’aria alimentati con fonti alternative: un’intuizione vincente dati i frequenti black out elettrici che imperversavano nel Paese alla fine degli anni Novanta. Dopo il devastante terremoto del Sichuan, nel 2008, oltre 70 mila vittime, Zhang vira verso le costruzioni: «Oggi molte industrie impiegano tecnologie avanzate, ma non l’edilizia – ha spiegato -. Noi vogliamo ovviare a questo problema».

Detto, fatto: la soluzione scelta da Zhang per costruire edifici sicuri, antisismici ed ecosostenibili è quella dei prefabbricati, già comunemente usata per capannoni e case ma qui applicata anche ad edifici monstre come lo Sky City One di Changsha. Una rivoluzione, secondo l’imprenditore cinese. Una modesta innovazione non esente da rischi, secondo i suoi detrattori.

Zhang, dalla sua, ha un precedente in tasca: un hotel di 30 piani costruito dalla sua società alla fine del 2011. In 15 giorni.

Ora la scommessa si chiama Sky City: «Abbiamo già l’ok dell’amministrazione – dicono dal Broad Group -, è solo questione di tempo». Poco tempo: se i lavori, come è stato annunciato, cominceranno a dicembre, al ritmo di due piani edificati al giorno nella primavera del 2013 circa 30 mila persone potranno popolare la torre, muovendosi tra abitazioni, hotel, negozi, ristoranti e uffici grazie ai 104 ascensori previsti.

Un milione di metri quadrati di estensione, 220 piani, 200 mila tonnellate di acciaio impiegate, la torre di Zhang promette una resistenza ai terremoti fino a 9 gradi di magnitudo, un consumo di elettricità 6 volte inferiore rispetto agli edifici convenzionali e aria 20 volte più pura di quella che si respirerà all’esterno grazie a un impianto di condizionamento naturalmente firmato Broad Group. Alla costruzione parteciperanno anche architetti e ingegneri che, a suo tempo, hanno lavorato al cantiere di Burj Khalifa, a Dubai. Ma questa volta si farà più in fretta.

Qui potete trovare il blog dedicato al nuovo colosso.

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