Chi governa il mondo [parte 1] – George Soros

Il titolo di questa “rubrica” è un tantino ridondante, lo so. Tuttavia abbiamo deciso che per iniziare a scrivere qualcosa del genere, occorre un buon incipit, perchè non è un post, o un articolo, come tutti gli altri.

Partiamo dal presupposto che diventerà una Trilogia. E allora, come nelle migliori saghe, creiamo l’atmosfera adatta. Facciamo finta che tra qualche anno, o decennio, venga ritrovato un manoscritto (stampato su carta riciclata, ça va sans dire) in cui sono stati raggruppati alcuni dei veri detentori di potere del nostro tempo. Perchè il mondo che stiamo vivendo non è un’epoca, o un’era, ma assomiglia piuttosto a un’attesa, nel cambiamento.

Non ci limiteremo ad un elenco di personaggi, nè faremo eco alle teorie del complotto, o tantomeno all’idea masochista del popolino schiacciato. Anche se fosse (è) così.

Pronti? Partiamo con George Soros.

Immaginiamo il nostro mondo visto con occhi limpidi, esterni: è fuori di dubbio che non un’elite, ma un gruppetto di persone, una manciata, tenga in mano davvero le redini del nostro pianeta. Non parliamo soltanto di pure questioni economiche, ma delle loro implicazioni. La decisione dei 14 superdirigenti di banca (provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Germania) di mettere mano alla questione “derivati” nel 2008 rende bene l’idea: milioni di persone che perdono il lavoro, cambiano casa, modificano il proprio stile di vita, anche gravemente, è stato deciso o modificato 4 anni fa da una cerchia di individui che non basterebbero neanche per un “biglietto-famiglia” per l’ingresso a Disneyland.

George Soros è uno di loro. Non è un banchiere, nel senso vero del termine. Tuttavia è imprescindibile il suo collegamento con il mondo economico e finanziario, ergo con la politica mondiale. Wikipedia riporta che György Schwartz nacque a Budapest nel 1930, almeno due “mondi” fa.

Soros è attualmente presidente del Soros Fund Management e dell’Open Society Institute ed è anche ex membro del Consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations. Il suo appoggio al movimento sindacale polacco Solidarnosc, e il supporto all’organizzazione cecoslovacca per la tutela dei diritti umaniCharta 77 (manifesto del 6 gennaio1977 per una liberalizzazione del regime), hanno contribuito alla fine del dominio dell’Unione Sovietica in questi Stati. Il suo finanziamento e organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa da osservatori sia Russi che Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato “largamente sopravvalutato”. Negli USA è noto per avere elargito larghe somme di denaro agli avversari di George W. Bush nel corso delle ultime elezioni presidenziali. Ha appoggiato il democratico Barack Obama alle presidenziali americane del 2008. L’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker scriveva nell’introduzione de “L’alchimia della finanza”, un libro pubblicato da Soros nel 2003: “George Soros ha lasciato un segno nella veste di speculatore dall’enorme successo, saggio abbastanza dal ritirarsi sostanzialmente quando ancora il gioco volgeva a suo favore. Il grosso delle sue enormi vincite sono oggi votate ad aiutare paesi emergenti o in via di transizione a rendersi delle “società aperte”, aperte non solo nel senso della libertà di scambi commerciali, ma soprattutto tolleranti nei confronti delle nuove idee e dei diversi approcci di pensiero e comportamentali”.

Questa, in breve, è la descrizione che Wikipedia fa dell’ungherese naturalizzato statunitense.
Ma la sua fortuna iniziò molti anni fa, quando nel 1970 fu uno dei co-fondatori del Quantum Fund insieme a Jim Rogers. Il fondo ebbe un rendimento del 3.365% nei successivi 10 anni (42,5% ogni anno per 10 anni), e creò la base della fortuna di Soros.

Nel Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di 10 miliardi di dollari in sterline, approfittando della riluttanza da parte della Banca d’Inghilterra sia ad aumentare i propri tassi di interesse a livelli confrontabili con quelli degli altri paesi (il Sistema Monetario Europeo) sia a lasciare fluttuante il tasso di cambio della moneta. Alla fine, la Banca d’Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros nel processo guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come “l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra“.

The Times, lunedì 26 ottobre 1992, riportò il commento di Soros: “La nostra esposizione durante il Mercoledì Nero doveva essere di quasi 10 miliardi di dollari. Noi avevamo previsto un guadagno maggiore. Infatti, quando Norman Lamont appena prima della svalutazione disse che avrebbe avuto bisogno di un prestito vicino ai 15 miliardi di dollari per difendere la sterlina, fummo contenti poiché era all’incirca la cifra che noi volevamo vendere”.

Nel 1997 durante la crisi finanziaria asiatica, l’allora primo ministro malese Mahatir bin Mohamad accusò Soros di volere il deprezzamento della moneta malese, il ringgit.

Lo scorso giugno, al Teatro Sociale di Trento, Soros disse che l’Unione Europea aveva 3 mesi di tempo per salvare l’euro. Ora, detto da lui non suona come una minaccia? Ecco il video con l’intervento integrale:

Soros ha sempre avuto un acuto interesse per la filosofia, influenzato da Karl Popper, suo insegnante alla London School of Economics, dove si trasferì dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il suo Open Society Institute è stato così chiamato dopo il lavoro in due volumi di Popper: The Open Society and Its Enemies (La società aperta e i suoi nemici). Ciò che molti considerano le certezze di Soros nelle sue credenze politiche, appare però ironicamente in conflitto con il razionalismo critico esposto da Popper. Nonostante l’attività di investitore e speculatore monetario (la sua fortuna nel 2004 è stata valutata 7 miliardi di dollari), egli afferma che l’attuale sistema di speculazione finanziaria insidia un sano sviluppo economico in molti paesi sottosviluppati. Soros individua la fonte di molti dei problemi della contemporaneità in ciò che definisce come il fondamentalismo del mercato. Il suo porsi in maniera critica nei confronti di molti aspetti della globalizzazione lo hanno reso una figura controversa. Per Victor Niederhoffer: “Soprattutto, George credeva anche allora in una economia mista, in cui operasse una forte autorità centrale internazionale il cui compito fosse di correggere le distorsioni causate da un eccessivo individualismo”.

Alla voce “George Soros” nei motori di ricerca, appaiono alcuni siti americani dedicati alla sua figura, in cui viene definito un “comunista antisocialista”, piuttosto che “il burattinaio di Obama”. Soros, insomma, sarebbe al tempo stesso uno dei peggiori “croccodilli” finanziari viventi, che grazie alle sue operazioni ha plasmato, creato e distrutto intere società e popolazioni, e il più comunista d’America. Bizzarro, no? Non a caso George Soros ha molti critici tra i conservatori statunitensi e tra i sostenitori dello stato di Israele.

Egli stesso ha affermato più volte di tracciare una distinzione tra l’essere un operatore nel mercato, e il lavorare per cambiare le regole che gli operatori devono seguire. Sembra non avere problemi nel continuare ad adoperarsi per perseguire il suo proprio interesse economico, affiancando a questo un’attività di lobbying tesa ad una drastica revisione del sistema finanziario globale. In risposta alle accuse di essere personalmente responsabile di molteplici disastri finanziari, tra cui quelli di Regno Unito, Europa dell’Est e Thailandia, ha dichiarato: “Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie.”

I sostenitori dell’amministrazione Bush non apprezzavano i suoi contributi alle campagne contro quest’ultimo. Ad un forum ebraico a New York City, Soros ha in parte attribuito la recente recrudescenza dell’antisemitismo alle politiche di Israele e degli Stati Uniti, ed a Ebrei di successo come lui:

“C’è un risorgere di antisemitismo in Europa. Le politiche dell’amministrazione Bush e di quella di Sharon contribuiscono a ciò. Non si tratta nello specifico di antisemitismo, ma si manifesta comunque in questo modo. Io critico tali politiche.Se cambiamo questa impostazione, allora anche l’antisemitismo diminuirà. Non vedo come si potrebbe altrimenti…Rifletto molto anche sul mio ruolo perché il nuovo antisemitismo afferma che gli Ebrei governino il mondo… Come involontaria conseguenza delle mie attività… Contribuisco anche io a questa credenza”.

Per quanto riguarda la politica, non ha contribuito con donazioni rilevanti in materia fino alle elezioni presidenziali del 2004. In un’intervista rilasciata al The Washington Post l’11 novembre, 2003, Soros dichiarava che la rimozione di George W. Bush dal suo incarico era “l’obiettivo principale della sua vita” ed una “questione di vita o di morte” per la quale avrebbe volentieri sacrificato la sua intera fortuna. Soros ha donato 3 milioni di dollari al Center for American Progress, 5 milioni di dollari a MoveOn.org, mentre come il suo amico Peter Lewis ha donato 10 milioni di dollari all’America Coming Together, (tutti questi citati erano gruppi di supporto ai democratici durante le elezioni presidenziali del 2004).

Nonostante gli sforzi di Soros, Bush fu rieletto ad un secondo mandato da presidente il 2 novembre 2004. Soros è stato oggetto di critiche per via delle sue cospicue donazioni, dal momento che nel 2002 si era schierato tra i sostenitori del Bipartisan Campaign Reform Act, legge mirata a vietare i contributi di “soft money” nel corso delle campagne elettorali nazionali. Soros si è difeso affermando che le sue donazioni essendo a favore di organizzazioni indipendenti non sollevavano gli stessi interrogativi di corruzione delle donazioni effettuate direttamente a favore dei candidati o dei partiti.

Curiosamente la Harken Energy, una società in parte di proprietà di Soros, aveva concluso un affare con George W. Bush nel 1986, rilevando la compagnia petrolifera di quest’ultimo, la Spectrum 7.

Fin dalla caduta dell’Unione Sovietica, il magnate finanziò la parte delle cause progressiste e anti-sovietiche, sostenendo la “Rivoluzione delle Rose” in Georgia e la “Rivoluzione Arancione” in Ucraina.

Nel settembre 2000, nella sua fretta di impadronirsi delle miniere di Trepca prima delle elezioni in Jugoslavia, la Bulgaria stava collassando nell’ingresso totale al libero mercato. Nello stesso momento, il “filantropo” cercava di recuperare ciò che poteva dalle macerie. La Reuters, nel 2001, riportava:

“La Banca europea di Ricostruzione e lo Sviluppo (BERD) ha investito 3 milioni di dollari presso RILA [una società bulgara specializzato nelle tecnologie di punta], la prima società a beneficiare di un nuovo credito di 30 milioni di dollari fissati con la BERD per sostenere le aziende di high-tech in Europa centrale e dell’Est. (…) Tre altri milioni di dollari venivano dai fondi statunitensi d’investimenti privati Argus Capital Partners, sponsorizzato dalla Prudential Insurance Company of America e operante in Europa centrale e dell’Est. (…) Soros, che aveva investito circa 3 milioni di dollari presso RILA e un altro milione nel 2001 (…) rimaneva il detentore maggioritario.”

Grazie all’immensità dei suoi beni personali e dei fondi, George Soros ha una doppia vita: da una parte governa e sbriciola interi sistemi economici, dall’altra finanzia con milioni di dollari fondazioni, ONG, centri di sviluppo. E se queste ONG non fossero così “buone” come si pensa solitamente?

Nel 2008 la stampa italiana ha avvicinato il nome di Soros ad una presunta trattativa per acquistare l’AS Roma. Durante una conferenza svoltasi a Roma il 16 settembre 2008 per promuovere l’integrazione dei Rom nell’Unione Europea, ad una domanda precisa in proposito del suo interesse verso l’AS Roma Soros risponde così:”curioso ho avuto molta più pubblicità per il mio interesse per la Roma calcio, che per gli anni di devozione dedicati alla causa dei rom”.

Ultimamente ha fatto parlare di sè con la notizia dell’acquisizione di una quota del Manchester United, circa il 7,8%.

Questo è il link al sito ufficiale della Fondazione Soros.

Insomma, George Soros rappresenta perfettamente il “timoniere” del nostro tempo: spietato, individuale, self-made man con appoggi e relazioni con tutti. L’uomo per tutte le stagioni, o forse per una sola: la Sua.

 
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3 risposte a “Chi governa il mondo [parte 1] – George Soros

  1. Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicur diverr un vostro fa accanito!

  2. Pingback: L’erba delle lobby è sempre più verde | La Prospettiva del Funambolo·

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