Il Vulcano di Santorini si sta svegliando

L’isola di Santorini è famosa per le sue bellezze e per il turismo, oltre che per la sua storia. Ma forse non tutti sanno che la sua bellezza deriva in gran parte dalla sua natura vulcanica. Intorno al 1650 avanti Cristo, il vulcano di Santorini eruttò, e fu una delle maggiori eruzioni degli ultimi 10.000 anni. E’ stato calcolato che il botto dell’esplosione fu percepito ad una distanza pari a quella che separa l’isola del Mediterraneo dalla Svezia. E forse il vulcano si sta “risvegliando”.

La visione “da cartolina” dell’isola dell’Egeo

Come nel caso del Vesuvio, il vulcano di Santorini non è affatto spento ma solo in fase quiescente. Da quello che emerge da un nuovo studio, condotto da un team internazionale guidato da Andrew V. V Newman [Georgia Tech – School of Earth and Atmospheric Sciences] e attualmente in corso di pubblicazione su Geophysical Research Letter, si rivela che a Santorini da gennaio 2011 hanno cominciato a succedersi sciami sismici. La caldera del vulcano dell’arcipelago di Santorini si sta riempiendo, e i segnali sono inequivocabili.

Inoltre, dato ancora più rilevante, è ormai evidente una marcata deformazione del vulcano in senso radiale. Si stima che il tasso di espansione sia quasi due centimetri l’anno in senso laterale, e che volumetricamente la caldera, che si trova a circa quattro chilometri di profondità, sotto l’azione del magma si sia espansa di ben 14 milioni di metri cubi. In pratica è come se la caldera di stesse espandendo verso l’esterno.

In pochi mesi, il livello dell’isola è salito di addirittura 20 centimetri. Molti abitanti iniziano a temere un’eruzione devastante, che distruggerebbe completamente la magnifica perla del Mediterraneo, anche se non esistono prove incontrovertibili.
Quella di 3600 anni fa fu un’eruzione talmente potente che in molti pensano abbia ispirato diverse mitologie, e che di certo ebbe un impatto devastante sulla civiltà minoica, tanto che questo cataclisma è appunto noto come “eruzione minoica”.

Schema del vulcano di Santorini

In seguito ad essa, ci fu uno tsunami, e la fitta nube che si creò diede luogo ad una lunga stagione di “buio”, oltre che di raffreddamento del clima. Con circa 7 chilometri cubi di magma espulsi, il vulcano crollò, lasciando dietro di sé un cratere enorme, un pennacchio di cenere inimmaginabile e dei flussi piroclastici che da esso derivavano.

Una scarica di caldo, fango e “bombe di roccia” furono espulsi dal cratere. In circa una settimana, circa 70 metri di depositi vulcanici aveva seppellito la città Akrotiri, conservandola perfettamente per secoli.

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