La Francia e la rivolta islamica

In seguito agli avvenimenti degli ultimi giorni, in cui si sono svolte numerose manifestazioni di protesta nel mondo islamico, la tensione è altissima per il rischio di nuovi attentati e di rappresaglie.

Nelle ultime ore il giornale satirico francese Charlie Hebdo ha annunciato la pubblicazione di nuove vignette sul profeta Maometto. Già nel 2006 si scatenò la rabbia del mondo islamico in seguito alla pubblicazione di una vignetta sul giornale danese Jylland Posten che ritraeva il Profeta (questione proibita per l’Islam), enfatizzata dalla maglietta dell’ex Ministro Calderoli, cui fece seguito una manifestazione a Bengasi, in Libia, con il risultato dell’uccisione di 11 manifestanti.

Jean-Marc Ayrault, Primo Ministro francese, si è schierato a difesa della “libertà d’espressione” e “tiene ad affermare la sua disapprovazione per qualsiasi eccesso” in questo contesto, appellandosi allo “spirito di responsabilità di ciascuno”.
Ma un “appello alla calma” è arrivato anche dal rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur.

Ecco il testo appena pubblicato:

La Grande Mosquée de Paris tient à rendre un hommage appuyé à l’attitude calme et responsable des musulmans de France face aux récentes provocations et basses manœuvres des auteurs du film blasphématoire et méprisable sur le Prophète de l’Islam (Que la paix et la bénédiction soient sur lui).
La Grande Mosquée de Paris recommande instamment la vigilance aux jeunes musulmans de France et de ne pas céder aux appels prônant des actions qui seraient contraires à leur image, à leurs intérêts et à l’éthique islamique.
La Grande Mosquée de Paris met en garde l’opinion publique et les médias à ne pas faire l’amalgame pernicieux entre une minorité d’activistes qui instrumentalisent la religion musulmane à des fins politiques et l’immense majorité des citoyens de confession musulmane, jeunes et moins jeunes, profondément attachée aux valeurs et aux principes républicains et démocratiques de notre pays. Recteur Dalil BOUBAKEUR

La Grande Mosquee de Paris

L’alibi della rivolta contro la produzione del film “L’innocenza dei musulmani”, che avrebbe scatenato l’ira furibonda di folle inferocite, rischia però di degenerare, grazie anche all’enfasi data dai media occidentali e arabi. Chiaramente la questione è infinitamente minore, seppur grave, e le notizie riportate a gran voce da tutti i media rischiano davvero di far peggiorare la situazione nel brevissimo periodo. Una manifestazione di 500 persone davanti all’ambasciata svizzera, che cura gli interessi statunitensi a Teheran, ha fatto urlare al pericolo imminente. Ma 500 persone sono un numero irrisorio per essere considerate una minaccia reale!

Il fulcro della valutazione oggi pare essere solo la produzione del film, dipingendo così i musulmani come dei cavernicoli medievali, pur sapendo che questo episodio, spiacevole e idiota (se non orchestrato..) è soltanto un “Cavallo di Troia” per interessi ben più realistici, come l’odio verso gli Stati Uniti in tante regioni africane e mediorientali.

Non dimentichiamoci però che il Paese più popoloso a maggioranza musulmana del mondo è.. l’Indonesia.

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