John Frum, il vero Dio americano

Qualcuno potrebbe dire che tutti i culti sono privi di significato. I “culti del cargo” allora sono assolutamente senza senso.

Nati agli inizi del XX secolo nelle società tribali di molte isole del Pacifico, i cosiddetti Cargo Cults sono la base religiosa di molti fedeli che credono in un soldato americano della Seconda Guerra Mondiale di nome John Frum, arrivato nelle isole della Nuova Caledonia 70 anni fa, e destinato a tornare donando cibo e ricchezze agli indigeni, sterminando (tra l’altro) il resto della popolazione mondiale. In alternativa a John Frum, esiste un culto dedicato al Principe Filippo d’Inghilterra.
Purtroppo, questi culti sono scomparsi ovunque tranne che a Tanna, una remota isola vicino alle isole Fiji e alla Nuova Caledonia, dove le persone sono ancora fortemente attaccate a tali culti, sogni di ogni sociologo e antropologo del pianeta. Durante le feste più importanti del calendario, gli abitanti di Tanna si scrivono sul petto “USA” e marciano brandendo fucili di legno e bambù, nella speranza che John Frum ritorni quanto prima.

La frazione di Yaohnanen è la fonte originale del culto del principe Filippo. Non male.

Con l’arrivo degli occidentali sulle isole della Melanesia, Papua Nuova Guinea, Vanuatu e Isole Salomone nei primi decenni dello scorso secolo, arrivarono agli occhi degli abitanti incredibili visioni, come gli aerei, enormi navi di ferro, i fucili e via dicendo. Uno shock culturale tale, forse, a quello dei nativi americani con gli sbarchi degli occidentali nel continente americano nel XV° secolo. Immaginate di vedere tali prodigi per la prima volta. Chiunque ne sarebbe atterrito o completamente infatuato. Per loro era un miracolo mandato dal cielo, tanto più che gli stranieri donarono loro armi, vestiti e cibo.

Alcuni profeti del luogo cominciarono a dire che gli abitanti dell’isola erano stati gli unici ad aver meritato le merci inviate dagli dèi, ma gli occidentali erano eleganti e avevano ingiustamente preso possesso di tutto. La gentecominciò a credere che imitandoli, sarebbero stati degni anch’essi di tanta opulenza.
Ad oggi nessuno attende più sulle piste costruite nelle foreste che arrivi John Frum, ma alcuni anziani si recano ancora ai bordi delle piste d’atterraggio nella speranza che tra i rumorosi turisti che vengono trasportati ogni giorno sulle paradisiache spiagge del Pacifico ci sia il loro personalissimo Messia.

Negli anni ’30, Vanuatu era una colonia francese e britannica, e sembra che nel 1937 un uomo di nome John Frum si trovasse a  Tanna. Forse lui disse “I’m John from America” ​​e gli indigeni capirono “Sono John Frum”. Misunderstanding.

Ogni 15 febbraio si celebra la ricorrenza dell’arrivo del Dio Frum, sventolando bandiere a stelle e strisce, coprendosi con divise dell’US Army, e riproducendo le fattezze dei fanti americani.
Vi è una chiesa che si chiama “Unity of Christ in John“, che sostanzialmente ha cercato di convertire al cristianesimo i “pagani” del culto di John Frum, ma non ha funzionato granchè.
Pare che lo stratagemma dell’evangelizzazione si basasse sull’integrazione di John Frum nella Bibbia, elevandolo al ruolo di Apostolo.

Con scarsi risultati.

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