Pronto, Polizia?

Non c’é pace per la Polizia italiana. Negli ultimi giorni, tra accuse, scandali, leaks e operazioni non proprio eccellenti, si allunga la lista di clamorosi errori a cui deve rimediare Antonio Manganelli, che la dirige dal 2007.

E’ passato poco più di una settimana da quando Anonymous ha attaccato i server [che, sciocchi, pensavamo fossero protetti] della Polizia.

All’interno sono state trovate, e divulgate:

  • informative sulle attività dei No-Tav, analizzate nei minimi dettagli e sui movimenti o singoli attivisti considerati “estremisti”;
  • documenti sulla posizione legale degli “agenti provocatori” e su come muoversi nelle attività sotto copertura;
  • schede tecniche sulla tecnologia utilizzata nelle cimici micro-ambientali criptate di ultima generazione, e la relazione del primo dirigente della questura di Torino sulla dinamica dell’incidente al valsusino Luca Abbà, caduto dal traliccio mentre era inseguito da un poliziotto;
  • stipendi di singoli agenti, Cud, buonuscite, elenchi di numero di cellulare del personale dell’Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della questura di Mantova;
  • liste dei responsabili di squadra.
  • eccetera..

Tra le mail personali e le informative alle varie questure, la lista di dati che é stato possibile [magari non facile, ma possibile] sottrarre, é lunga, oltre che richieste di materiali e armi da parte di uffici dislocati in varie parti d’Italia, dalla sciabola allo sfollagente che si è spezzato nel corso di un arresto. Si tratta di 3500 file per un totale di circa 1,3 Gb. Gli hacker sono entrati sfruttando una vulnerabilità del sito di Poliziadistato.it, o presumibilmente dal suo portale riservato Doppia Vela, quello sul cui forum si scatenavano gli agenti in seguito agli avvenimenti del G8 di Genova, come raccontato da Carlo Bonini in “A.C.A.B.”.

«Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. (…) Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta. Questa volta preferiamo non rilasciare dichiarazioni. I dati parlano da soli» é stata la rivendicazione dell’azione.

Il risultato, riportato da L’Espresso, é stato pubblicato nella notte sullo stesso blog di Anonymous Italia sotto la definizione di operazione AntiSec, che sta a indicare nel gergo quelle azioni che colpiscono forze dell’ordine, intelligence e security, è una vera debacle dal punto di vista della cybersicurezza per la polizia.

Nel frattempo, oggi é arrivato un esposto anonimo sul tavolo della procura di Roma: l’autore indica presunti affari illeciti nella gestione di appalti e aste per l’acquisto di impianti tecnologici, che comprenderebbero i software per le centrali operative di tutta Italia, i sistemi di videosorveglianza, la gestione del numero unico europeo della sicurezza [112], o ancora il rilevamento delle impronte digitali da parte della Polizia scientifica.

L’esposto individua come centro dei presunti favoritismi l’Ufficio Logistico, diretto – fino all’estate scorsa – dal prefetto Giuseppe Maddalena. Come responsabile delle presunte illegittimità viene indicato il vice capo della Polizia, Nicola Izzo.

Lo scottante dossier è stato inviato, un mese fa, in un’unica copia direttamente al Ministro Annamaria Cancellieri. Che, come riporta Repubblica.it, “..molto preoccupata per le presunte e inquietanti rivelazioni, ha deciso di incaricare il Capo del Dipartimento Sicurezza, Antonio Manganelli, di trasmettere alla procura quelle pagine di denuncia. Riservandosi in un secondo tempo di valutare la delicata situazione che riguarda il numero due della Polizia. Il dossier si apre con un appello: “Per l’amor di Dio, fermateli, fate presto“.

Ma non basta: il 27 ottobre, pochi giorni fa, la Polizia é intervenuta in un’area dismessa a Cusago, nel Milanese, per disperdere le centinaia di persone che stavano partecipando ad un rave non autorizzato. La scelta di fare entrare gli agenti in tenuta anti sommossa in un capannone nel mezzo di un rave non sembra un’idea geniale, tanto é vero che si sono verificati parecchi tafferugli e che una ragazza di  una ragazza di 22 anni di Cuneo é in gravi condizioni per un’emorragia cerebrale, oltre ai 40 feriti tra poliziotti e carabinieri intervenuti per lo sgombero e quattro arresti per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Contro tale disorganizzazione, ha preso posizione anche il Siap [Sindacato italiano appartenenti polizia] con il suo segretario Enzo Delle Cave: “Nell’intervento i colleghi sono stati inviati allo sbaraglio e sono stati massacrati. Far entrare poche decine di agenti in un capannone con 1.500 giovani assordati dalla musica a palla, ubriachi e in stato di alterazione, è stata una decisione assurda, da incompetenti“.

Finito? Ma no!! Ecco un articolo sui prefetti italiani, inamovibili nonostante indagini, pessime figure e comprovate irregolarità.

Siamo uomini o caporali“?

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