Aspettando gli USA, la Cina va a Congresso..

Tra poche ore sapremo chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Eppure dovremmo aver capito, in questi ultimi anni, che per quanto siano sempre affascinanti, le elezioni americane, diventano via via meno influenti per le politiche globali. Chi dovremmo guardare, allora? Di là..

Tra due giorni si apre, infatti, a Pechino il XVIII° congresso del Partito comunista cinese. La capitale della Cina e’ stata stretta in una ferrea morsa dalle forze di sicurezza in vista di tale evento, che si aprira’ giovedi’ 8 novembre nella Sala dell’ Assemblea del Popolo, su piazza Tienanmen.
Secondo Amnesty International, 130 dissidenti sono stati allontanati dalla metropoli, tra cui l’attivista anti-Aids Hu Jia e il popolare blogger Li Huaping.

La vigilia del 18esimo congresso del Partito Comunista Cinese (Pcc), ribattezzato ”il grande diciottesimo” dai cinesi, continua a essere movimentata dalla vicenda del premier uscente Wen Jiabao, la cui famiglia, secondo rivelazioni pubblicate nei giorni scorsi dal New York Times, avrebbe accumulato nei dieci anni passati un patrimonio di quasi tre miliardi di dollari. Lo stesso Wen ha affermato di aver chiesto al partito di aprire un’ inchiesta sulla sua situazione patrimoniale. La richiesta e’ stata accettata.

L’inchiesta si concentrera’ sulla compagnia di assicurazioni Ping An, nella quale familiari di Wen avrebbero quote per 2,2 miliardi di dollari. La madre ultranovantenne del premier, secondo il giornale, sarebbe intestataria di azioni della Ping An del valore di 120 milioni di dollari.

Molte incognite rimangono sulla composizione del nuovo gruppo dirigente che verra’ scelto per guidare la Cina nel prossimo decennio. Ne avevamo parlato qualche tempo fa, in occasione della spy story che aveva di fatto cancellato la parte “rivoluzionaria” e “neo-maoista” del Partito [https://laprospettivadelfunambolo.com/2012/08/20/la-cina-che-verra/] con l’sclusione di Bo Xilai. Le incertezze che circondano il futuro assetto del potere nel Paese con la seconda economia del mondo riguardano anche il futuro del presidente uscente Hu Jintao, che attualmente ricopre le tre cariche di Segretario del Partito, Presidente della Repubblica e Presidente della Commissione Militare Centrale (Cmc). Spiegalo a Beppe Grillo..

A partire dal congresso, dovrà progressivamente cedere tutte e tre queste cariche al suo successore designato Xi Jinping, 59 anni, uomo di punta della “quinta generazione” di dirigenti comunisti cinesi. Gli osservatori ritengono che la fazione legata all’ ex-presidente Jiang Zemin – l’86enne ex-presidente che ha giocato un ruolo fondamentale nella preparazione del congresso – sia in netto vantaggio su quella di Hu per le nomine nel nuovo Comitato permanente dell’ ufficio politico [Cpup], considerato il vero governo della Cina, nel quale si potrebbe assicurare quattro posti su sette.

Secondo quanto riportato, il Congresso Nazionale del Partito
sarà anche l’occasione per la concentrazione dei futuri piani di sviluppo cinesi, in termini di popolazione, di rendita di tutti i terreni comprati o affittati in Africa o in Sudamerica, ma soprattutto per vedere quale sarà il peso di alcune tematiche di politica estera “pura”, come la questione delle Isole Senkaku.

Da settembre, oltre 130 persone sono state imprigionate, messe agli arresti domiciliari, espulse dalla capitale o sottoposte ad altri provvedimenti restrittivi, come la detenzione in centri informali e non registrati come penitenziari: alberghi, ostelli, scantinati, fattorie.

Gli attivisti cinesi le chiamano le “prigioni nere” e denunciano che il loro uso è sempre più ricorrente, specialmente nei confronti delle persone che arrivano a Pechino per presentare reclami e petizioni alle autorità: vengono tenute in stato di fermo per un breve periodo, avvisate di non riprovarci ulteriormente e poi espulse.

Da domani si prevedono, inoltre, forti limitazioni all’accesso a Internet. Nei giorni scorsi, il Ministro della Tecnologia dell’informazione ha annunciato che sarà necessario “sigillare la rete” durante il congresso, così come era successo in occasione delle Olimpiadi del 2008 o del conferimento del Nobel per la pace 2010 a Liu Xiaobo, tuttora in carcere.

Obama o Romney? Certo, il fascino é ben diverso, ma occorrerà torcersi il collo per guardare in faccia il “padrone“.

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