In silenzio per la pace

Nel momento in cui si decidono ufficialmente i due capi di Stato più influenti, con la rielezione di Barack Obama negli stati Uniti ed il Congresso del Partito Comunista apertosi oggi a Pechino, decidiamo di andare controcorrente e di affidare le analisi politiche approfondite a siti più esperti e specializzati.

Oggi raccontiamo una piccola storia: “Un’ora in silenzio per la pace“.

L’11 settembre 2001, nell’istante in cui ci cambia la storia sotto i piedi e davanti agli occhi, quando ancora molti sono attaccati alle tv in casa o per strada, un gruppo di persone decide di scendere in piazza, nel centro di Genova, per affermare il proprio “No” alle guerre e ai terrorismi.

Da quel giorno sono passati ormai più di undici anni, ma ogni mercoledi’, che tiri il Maestrale o che splenda il sole, che scenda la pioggia o con la neve, quel gruppo di persone, che nel tempo si é ingrandito ed é riconosciuto in tutta la città, si ritrova sulle scale del Palazzo Ducale di Genova, per stare un’ora, appunto, in silenzio.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jsJ4JD1cEho]

Quella manciata di individui, uomini e donne, costituiscono la “Rete ControG8 Per la globalizzazione dei diritti” e il “Centro ligure di documentazione per la pace“. Definito dagli stessi come “Uno spazio di riflessione unitaria e comunitaria, di persone con esperienze culturali diverse, ma accomunate dal profondo sentimento di rifiuto delle guerre, del terrorismo e dell’ingiustizia“, é un momento in cui vengono distribuiti volantini, appesi striscioni e fornite informazioni ai passanti, che ormai, abituati al sit-in, raccolgono magari svogliatamente il foglio, dimenticandosene poco dopo.

Alcuni, invece, lo leggono, e apprezzano lo sforzo e la tenacia di chi, pervicacemente, continua ad affermare il proprio dissenso.

Che siano informazioni riguardanti i conflitti in corso, la violenza o guerre dimenticate in angoli sperduti del pianeta, la “Rete” continua a  sfornare tonnellate di materiale che altrimenti dovrebbe essere ricercato col famoso lanternino tra le miliardi di notizie più “importanti” sul web o sugli organi di stampa.

Dal sito www.orainsilenzioperlapace.org riportiamo:

“L’ora in silenzio” nasce in Francia nel 1982, su iniziativa del collettivo “Artisans de paix”, contro le guerre e gli armamenti nucleari. Dopo l’installazione dei missili americani in Europa, questa iniziativa si rafforza sempre di più. In Italia nasce nel 1983 in concomitanza con la “Mostra navale bellica” che si teneva ogni due anni presso la Fiera del Mare, e venne promossa dal “Gruppo Amici dell’Arca” di Genova. La pratica del silenzio ha origine dal bisogno di superare le differenze e di unire su un motivo comune: le parole spesso dividono; il silenzio crea un’atmosfera di rispetto e di intesa che accomuna e ci fa solidali gli uni con gli altri. Silenzio che si fa riflessione e, quindi, capace di denuncia efficace e nonviolenta.”

Certo, la politica internazionale non si fermerà mai per iniziative corali e per le manifestazioni, tanto meno per chi resta in silenzio. Ma quando le parole valgono poco, 60 minuti di riflessione valgono più che un Congresso Nazionale.

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