#14novRiseUp a Parigi

Se lo sciopero generale in Europa ha avuto, com’era facile prevedere, esiti anche violenti nei Paesi più colpiti dalla crisi e più fragili economicamente e socialmente, come in Italia, Spagna o Grecia, la manifestazione a Parigi si è svolta in un clima di festività prenatalizia.

Assembramento di forze a Montparnasse, cinque sigle sindacali francesi hanno sfilato per le vie del centro tra le sciarpe e i piumini dei passanti intirizziti dal freddo.

La CGT, la CFDT, la FSU, l’Unsa e Solidaires hanno sbandierato e fischiato per un paio d’ore fino all’Ecole Militaire, anche se sembrava che l’intenzione principale fosse manifestare più che pacificamente (“un corteo funebre” si è sentito dire..) contro le misure adottate da Hollande, come l’aumento della TVA [IVA francese], e i licenziamenti a raffica subiti dai lavoratori delle industrie maggiori, come il Gruppo PSA [Peugeot-Renault].

Tra volantini, adesivi, fischietti e sciarpe, a fine corteo è stato facile collezionare vari e bizzarri souvenir, tra cui l’Union des Rèvolutionnaires-Communistes de France, la Conférence Internationale de Partis et Organisations Marxiste, il Mouvement Politique d’Education Populaire o l’NPA, Nouveau Parti Anticapitaliste.

Ressa per Jean-Luc Mélenchon, leader del Parti de Gauche, e vino caldo nei bicchieri. La manifestazione è stata più un surrogato del “vorrei ma non posso” à la française contro le misure d’austerità di Bruxelles. La realtà dei fatti è che, come prima volta, l’Europa è riuscita a indire uno sciopero generale in 21 dei 27 paesi membri, e per questo va fatto tanto di cappello agli organizzatori, ma ognuno sembra abbia richiamato solo su di sè le attenzioni del proprio governo, tralasciando, se non per slogan, il resto dell’Unione.

Certo, la solidarietà tra “cugini” è sempre ben accetta, ma scioperi e manifestazioni prive di un’effettiva capacità di presa sulle persone, ma fatte tanto per farle, sembra vadano poi a ingrossare le file delle disillusioni in pieno stile #Occupy, che è stato un grandissimo movimento globale (occidentale?) per poi finire in..?

Non stiamo qui a criticare, la proposta di un unico sciopero generale era (ed è) valida. Tuttavia, la disparità di trattamenti e di realtà economiche e sociali tra gli stati membri non determinano ancora una reale alternativa alle misure e ai governi europei, piegati tra deficit e spread, sempre più automi al servizio della finanza e sempre meno effettivi rappresentanti dei loro popoli. Per fare l’Europa, ancora una volta, occorre prima fare gli europei.

Post Scriptum: Impressionati dalle manifestazioni, a Bruxelles oggi stesso è stata presentata la “Bozza di bilancio pluriennale Ue 2014-2020” dal presidente permanente del Consiglio, Herman Van Rompuy. Essa prevede un taglio di 80,737 miliardi di euro. CVD.

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