Italia Nera

Alcuni tempi fa avevamo già parlato dei progetti e delle intenzioni dei riesumati “post-fascisti da crisi“, che abbracciano il disastro del welfare state e della società europea per togliere dalla naftalina mazze, bandiere e aquile. Oggi ci concentriamo sull’Italia.

Il 10 novembre scorso il Movimento Sociale Europeo ha promosso una manifestazione neonazista a Roma, in cui hanno sfilato un numero esiguo di persone rispetto ai timori di ANPI e associazioni ebraiche, partiti di sinistra e centri sociali, che erano pronti a dar battaglia a un eventuale pienone di pullman neri.
La manifestazione è stata lanciata da Giuliano Castellino, uno che ha un tranquillo passato in Forza Nuova, Base Autonoma e, non plus ultra, Casa Pound Italia, salvo poi collezionare il passo istituzionale con La Destra di Ciccio Storace. “Castellino torna alle origini mettendosi alla guida di uno dei tanti gruppuscoli della galassia dell’estrema destra romana, il Movimento Sociale per l’Europa, appunto, che si riunisce nella storica sede dell’Msi di Prati in via Ottaviano 9” afferma Globalist.

Tra le varie sigle invitate, i greci di Eoniko Metano e di Patria Hellas, gli spagnoli del Movimento Sociale Repubblicano, i belgi di Nation che si richiamano ad un idolo dei giovani fascisti e nazisti sparsi nel mondo, Leon Degrelle o ancora Corsica Patria Nostra, Euro-Rus e i francesi di Troisieme Voie.

Con lo slogan di «L’Europa sta morendo, è tempo di tornare. L’Europa appartiene a noi» promuovendo anche eventual azioni concrete, i fascisti del nuovo millennio puntano in alto. Cariche istituzionali passando attraverso battesimi del fuoco, se necessario.
Ancora Globalist denuncia: “A preoccupare non ci sono solo le alleanze europee ma anche quelle nazionali, ad esempio la sezione di Catanzaro, la prima al di fuori dei confini della capitale, dove l’Mse sostiene, alle prossime comunali del 6 e 7 maggio, il candidato del centrodestra, Sergio Abramo. Stesso simbolo (l’araba fenice), ma colori diversi, che richiamano quelli dello stendardo cittadino: il collegamento tra le due forze è sancito, a scanso di equivoci, sulla pagina Facebook del movimento. All’araba fenice, in questo caso, viene attribuito un significato locale: «L’abbiamo scelta, sperando che sia di buon auspicio e che anche Catanzaro riesca a risorgere dalle ceneri in cui avversa negli ultimi anni». Alleanze romane come quelle con Roma Nord, Areazione e Lotta Europea, quest’ultima vanta anche militanti minorenni reclutati nelle scuole della capitale che animano le serate della “Fortezza Europa“, pub neofascista inaugurato lo scorso 16 marzo per festeggiare i due anni di vita del movimento: oltre ad una foto di Assad, sulle pareti si riconosce una grande mappa dell’Europa colorata di nero, a simboleggiare la “conquista” europea da parte dei camerati.

Ultimamente si assiste a un sempre crescente numero di braccia tese, in gruppi o manifestazioni autorizzate (una volta si diceva “collaborazionismo”..). A farne le spese di recente, paradossalmente, è stato Gianfranco Fini, ai funerali di Pino Rauti. Coperto di urla e sputi all’arrivo in chiesa da parte dei “camerati”

Il 24 novembre andrà in scena un’altra manifestazione fascista a Roma, quella organizzata da Casa Pound Italia, che “assedierà i palazzi del potere”, gli stessi palazzi che hanno concesso all’ “associazione” lo splendido stabile in Via Napoleone III, costato ai romani 11milioni di euro.

Più che preoccupazione, occorre attenzione. All’ultimo raduno di Predappio sulla tomba del Duce, si sono sentite parole che sembravano essere state cancellate dalla Storia: “Siamo convinti più che mai. Veniamo sulla tomba di colui che ci ha dato civiltà, onore, rispetto e orgoglio. Deve essere un esempio e sostegno per ritornare a quelle origini altrimenti siamo nello sfascio totale“. A 90 anni dalla marcia su Roma, è ancora questo fervore ad animare i nostalgici di Benito Mussolini che, come ogni anno il 28 ottobre, si sono presentati in Romagna.

Don Giulio Tam, che non può celebrare la messa al sacrario di Mussolini perché scomunicato dalla chiesa cattolica, urla dal microfono: “Gli islamici ci danno un esempio grande, loro si fanno saltare in aria per la fede. Tutti i nostri camerata ci stanno guardando dal cielo. E’ arrivata l’immigrazione, adesso tocca a voi difendere il paese. Dobbiamo attirare le forze divine per fare le prossime battaglie: è un dovere di ogni italiano difendere la propria patria“. E giù applausi e cori, canti del Ventennio, braccia tese e virili pacche sulle spalle dei camerati vicini.

Dato che però la gita è “all-inclusive”, come non farsi mancare una breve visita alla villa di Carpena in cui è venuto alla luce Mussolini, il corteo con le bandiere tricolori, il simbolismo da collanina o da portachiavi. Tanti ragazzi, chi per eredità di famiglia, chi perchè spaesato da un mondo nichilista in cui le colpe vengono addossate sempre sugli stessi.

Non abbiamo un conto preciso dei partecipati, ma ne stimiamo circa cinquemila” spiega uno degli organizzatori intento a distribuire corone del rosario ai militanti. A Predappio è tutto esaurito: alberghi, ristoranti, negozi con i souvenir di Mussolini.

Don Giulio Tam continua il suo particolare rosario, pur se interrotto spesso dal grido “Duce, Duce!”: “Non credete al centrodestra e al centrosinistra, ci fanno perdere – ha detto – sono strumenti di un sistema che ci ha distrutto. Leggete bene la storia perché si ripete. Mussolini ci ha dato l’esempio più grande che si può dare nella storia: ha preferito morire piuttosto che piegarsi“.

Il sacerdote vicino ai lefebvriani, che fu candidato alle elezioni europee nel 2009 con Forza Nuova, si è scagliato contro la “politica liberale” degli ultimi anni in Italia.

Di se stesso afferma: «la mia tonaca è una camicia nera taglia XXL». Il modello di don Giulio sono i “preti neri” del ventennio come don Gino Artini, don Angelo Baroni, fra Galdino, don Alberico Manetti, don Antonio Bruzzesi, fra Ginepro da Pompeiana. O don Ettore Civati, centurione della Milizia, volontario in Albania, podestà in Valtellina e fascista così fascista da finire spretato e diventare funzionario del Minculpop.

Per l’anniversario dei 90 anni, Mirko Ambrogini ha realizzato a villa Mussolini una via crucis “lacrime e sangue”, per sottolineare i problemi del popolo italiano dovuti alla crisi economica. Iniziative di questo genere, spiega, sono “sempre contestate: è un sacrificio fare qualcosa in ricordo di Mussolini. Il fascismo e Mussolini è sempre qualcosa di scomodo, specialmente in un momento in cui l’italia non ha una guida. Fa paura la presenza di Mussolini, perché moltissime delle sue idee erano una guida sicura per l’Italia“.

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