La notte di fuoco della Corsica

La Corsica è senza pace. Se poco tempo fa avevamo riportato della serie di omicidi che l’ha resa in breve tempo la regione più violente d’Europa nel 2012, preoccupando non poco il governo francese, nella notte di vnerdì molte persone si sono svegliate terrorizzate in tutta l’isola per una serie di attentati dinamitardi [24 in una sola notte!] che hanno distrutto altrettante abitazioni.

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Tra le dieci e mezza e le undici di sera, 24 appartamenti sono stati fatti saltare in aria in 14 diverse località, dal nord al sud dell’isola. Nessuno degli attacchi ha ferito persone, dato che erano tutte case di vacanze, e quindi disabitate al momento delle deflagrazioni, ma la portata dell’attacco è stata impressionante.

Nuit bleue”, notte blu, è l’espressione francese che indica questi attacchi simultanei che in poco tempo, nell’arco di una sola notte, colpiscono diversi obiettivi. È una forma di terrorismo nata in Algeria all’inizio degli anni Sessanta. In Corsica, dall’inizio dell’anno, è la terza “nuit bleue”. Gli attentati dell’ultima nottata di fuoco hanno colpito le località di Tomino, Furiani e Santa-Maria-Poggio, vicino a Bastia, Calvi, Oletta e, più a Sud, Coggia, Bonifacio, Sartène, e Coti Chiavari.

Le indagini, guidate dalla sezione antiterrorismo della procura di Parigi, si stanno orientando sulla pista nazionalista, dato che tutte le abitazioni sono case di vacanza. L’attacco, tuttavia, non è stato ufficialmente rivendicato da alcun gruppo. A Calvi, poco prima delle esplosioni, la Gendarmérie aveva arrestato un uomo: si tratta di Paul-André Contadini, militante nazionalista di 32 anni, presunto membro del Fronte di liberazione nazionale della Corsica-Unione dei combattenti, Flnc-Uc, già condannato nel 2008 per atti terroristici, trovato in possesso di esplosivi.

201212081768_w350Come se non bastasse, venerdì è stato trovato il corpo di Jeremy Mattioni, 29 anni, ucciso a colpi di pistola nella sua auto a Calvi. Da poco uscito dal carcere, dove era finito per una serie di furti, Mattioni era in libertà vigilata. Gli hanno teso un agguato alle 17.40, in un parcheggio vicino a casa sua, sotto gli occhi del figliastro di undici anni. Con lui sale a venti il numero delle vittime di esecuzioni in Corsica da gennaio.

Se da una parte c’è la mafia, dall’altra gli indipendentisti, che accusano di sfruttare l’isola lasciando le briciole agli abitanti. Nel 2010 gli attentati dinamitardi alle case, senza vittime, erano stati 83. Nel 2011 più di cento. Dietro questi attacchi c’è anche l’impennata del prezzo delle case al metro quadro, che ha reso più difficile la vita alla popolazione complicando l’accesso alla proprietà privata. Alcune regioni tra le più prestigiose e rinomate dal turismo di massa, come Porto-Vecchio, hanno ormai prezzi simili a quelli proibitivi di Parigi, proprio a causa degli investimenti di molti parigini benestanti.

Il reddito medio corso, tuttavia, è molto inferiore a quello parigino. E l’isola sta vivendo un vero impoverimento.

Il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault ha promesso che il suo governo prenderà tutti i mezzi necessari per contrastare “la spirale criminale” in atto nell’isola, aggiungendo che “dietro questi atti c’è una organizzazione criminale che vogliamo attaccare al suo interno. Come primo ministro non mi limito a semplici parole“, seguito a ruota dal Ministro degli Interni Manuel Valls: “Coloro che commettono crimini, quelli che saltare in aria case, dovrebbe sapere che la volontà e la determinazione del governo di fermare questi atti criminali è assoluta.”

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 20 omicidi su un’isola con una popolazione di poco più di 300.000, dando così il più alto tasso di omicidi d’Europa.

Le bombe di venerdì, seppur non rivendicate, sono arrivate alla vigilia della festa nazionalista corsa, l’8 dicembre, che raggruppa tutte le anime indipendentiste dell’isola.

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