Chi vincerà le elezioni? Quattro scenari per altrettanti candidati

Chi vincerà le elezioni politiche 2013? Alla vigilia dello scioglimento delle Camere e della discesa in campo ufficiale di Monti, a poco più di due mesi dalle elezioni anticipate del prossimo febbraio, è possibile intravedere i possibili scenari di politica interna che si andranno profilando. Già, ma la politica estera? Proviamo ad analizzare quale sarà il ruolo italiano nel mondo a seconda del vincitore delle elezioni post-crisi.

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Tra le varie iniziative dei candidati alle politiche 2013, le prime dopo il “grande abisso” della crisi, manca completamente la politica estera, anche se possiamo ipotizzare alcuni scenari in base al futuro vincitore.

L’ultimo rapporto dell’ISPI indica che la politica estera dei Paesi occidentali veleggia verso una novella Babele, per cui ognuno guarda sempre più al suo interno e alle proprie politiche (esternandole poi per quanto riguarda gli affari esteri), piuttosto che avere una strategia comune, che sia regionale o globale. Rischiamo, perciò, di andare sempre di più verso una parcellizzazione della politica globale, nel momento in cui ci sarebbe da avere, invece, visioni comuni per uscire dallo shock sociale ed economico in cui l’Occidente è caduto con la crisi economica e finanziaria. Il mondo cambia, e molto si sta trasformando in grandi aree geografiche. Gli Stati, però, tendono a dividersi.

Se vincesse Bersani..

Pierluigi-BersaniPierluigi Bersani, candidato del Centro-Sinistra dopo la vittoria assoluta (al ballottaggio), presenta il suo programma sul web. Nel frattempo, da capo dell’opposizione, in questi ultimi anni ha partecipato a moltissimi viaggi istituzionali, non ultimo quello in Libiadopo aver passato il traguardo delle primarie. “Il messaggio è che l’Italia riconosce che nella politica estera l’Ue deve avere un ruolo forte, ma è vero anche che ognuno deve guardare il mondo dalle proprie latitudini” spiega Lapo Pistelli, deputato Pd della Commissione Affari Esteri della Camera che ha organizzato il viaggio. E lo stesso Bersani ha ripreso l’idea del viaggio affermando “Voglio riprendere il filo di una presenza forte nel Mediterraneo. L’Italia deve avere il suo ruolo, una sua visibilità, un profilo di relazioni che in questi anni abbiamo perso e che dovremmo avere“. Vincesse Bersani, perciò, la politica estera italiana seguirebbe due canali diversi ma paralleli, anche se difficilmente governabili: da una parte rassicurare i mercati, collaborando con le grandi locomotrici europee come la Germania e la Francia (ad oggi in difficoltà), lavorare con i “compagni di default” Spagna, Portogallo e Grecia in Europa, affermando, soprattutto nel Mediterraneo, gli interessi delle grandi aziende italiane (come l’Eni in Libia); dall’altra, Bersani, se le Camere avranno i numeri a suo favore, e soprattutto a favore della parte “sinistra” della sua coalizione, potrebbe riportare in auge la visione di cooperazione e sviluppo con i Paesi della sponda sud, per dare vero prestigio al ruolo mediterraneo dell’Italia. Difficoltà, certo, e variabili diverse a seconda dei numeri: tuttavia, se Bersani dovesse uscire vincitore dalle elezioni, avrebbe la possibilità di far fare un “doppio salto in avanti” all’Italia.

Se vincesse Monti..

272647-620x415Mario Monti, Presidente del Consiglio pro tempore della repubblica, ha già dimostrato, grosso modo, le capacità che avrebbe come Premier e come Capo del Governo nella rappresentanza del Paese all’estero. Non senza una certa banalità, potremmo affermare che il ruolo di Monti e del suo Governo (a questo punto politico, e non tecnico) sarebbe fortemente improntato alla salvaguardia dell’asse atlantico, con una ricerca della visione comune con l’Europa “del Nord” ma anche con Washington. Tuttavia, è bene anche osservare che Monti è tutto tranne che un homo politicus prevedibile (nonostante le apparenze!). Molto dipenderà dalla composizione delle liste a suo sostegno, se saranno improntate verso il “Grande Centro” (con una solida base cattolica, grazie alla partecipazione del [già] Ministro Riccardi e di Andrea Olivero, presidente

Se vincesse Berlusconi..

14808982_silvio-berlusconi-le-conseguenze-di-una-sconfitta-umiliante-0Che dire, nel momento in cui Silvio Berlusconi si è riproposto come candidato premier, i vignettisti di tutto il mondo si sono sbizzarriti, e molti contratti di cabarettisti sono stati firmati. La politica estera berlusconiana è stata il più lampante fallimento dei governi di Centro-Destra guidati dal fondatore di Forza Italia e del PdL, e questo è un dato di fatto. La questione libica, le politiche restrittive nei confronti dei migranti, l’uso smodato del personalismo a fronte di importanti riunioni internazionali hanno demolito, pezzo dopo pezzo, la credibilità, già vacillante, dell’Italia nel mondo. Per questo motivo, e per stessa ammissione di Berlusconi in una delle sue ultime comparsate in televisione, l’ex Presidente scenderebbe in campo “per difendere i suoi interessi, e quelli dell’Italia”. Se le parole hanno un significato, l’ordine delle parole di questa frase è altamente esplicativa.

Se vincesse il MoVimento 5 Stelle..

beppe-grilloA due mesi dalle elezioni, non esiste ancora un candidato premier per il movimento di Beppe Grillo (o, se esiste, non è ancora manifesto!). Il Non-Statuto del MoVimento è concentrato sul ruolo partecipativo del cittadino ai processi decisionali, e così le politiche economiche e sociali sono riproposte in chiave locale o nazionale. Tuttavia, nonostante il TAV e molte altre questioni aperte riguardino anche i nostri partner europei, non esiste, a tutt’oggi, una chiara linea politica per gli affari esteri, se non per ciò che riguarda i principi di base del MoVimento. Se i commentatori politici e le società che si occupano di rilevamento dati hanno ragione, il popolo 5 stelle ha anime diverse e ben distinte, e, per quanto possano collimare per quanto riguarda le questioni puramente italiane, difficilmente i respingimenti in mare, o il ri-finanziamento della missione UNIFIL potrebbero mettere d’accordo chi ha votato per i due estremi opposti in passato.

Concludiamo con un augurio: che il prossimo Governo, quale che sia, abbia una visione a lungo termine degli affari esteri, che si prefigga intenti fattibili. Che lasci a casa urla populiste e che scelga la via del Diritto Umanitario, senza buonismi e senza cinismo. Un nuovo anno si spiega davanti, che sia migliore per tutti.

La Prospettiva del Funambolo vi augura Buon Natale e buone feste!

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Una risposta a “Chi vincerà le elezioni? Quattro scenari per altrettanti candidati

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