L’UE condanna l’Italia sulle carceri. La peggiore d’Europa? Marassi

Nel corso degli ultimi anni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha cercato di far sì che il Parlamento si adoperasse per trovare una soluzione all’annoso problema del sovraffolamento carcerario, con ripetuti appelli [https://www.youtube.com/watch?v=EEOEdkf7ApA].

Tuttavia, poco è stato fatto, la situazione rimane disastrosa, e l’Unione Europea ha condannato l’Italia.

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La Corte europea dei diritti umani [CEDU] “invita l’Italia a risolvere il problema strutturale del sovraffollamento delle carceri, incompatibile con la convenzione Ue”. Con queste parole la magistratura di Strasburgo ha condannato l’Italia al risarcimento di 7 detenuti, “ospiti” delle case circondariali di Busto Arsizio e di Piacenza, per il trattamento inumano e degradante.

I detenuti erano rinchiusi in gruppi di 3 in celle di 9 metri quadrati, ovvero scontavano la loro condanna in uno spazio inferiore ai 3 metri quadrati, senza acqua calda e in alcuni casi privi di illuminazione. Una condizione di vita che palesemente entra in contrasto con i diritti umani più basilari, oltre che minare le fondamenta dell’articolo 27 della Costituzione, che al comma 4 afferma:

“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

La CEDU ha pertanto invitato l’Italia a porre rimedio alla questione entro un anno e a pagare ai sette carcerati un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali. La Corte ha infine osservato che nella fattispecie le due carceri, in grado di accogliere non oltre 178 detenuti, nel 2010 ne ospitarono 376, toccando un picco massimo di 415 detenuti.

Antigone è una delle molte associazioni che si occupano della popolazione carceraria italiana. Il suo portavoce ha rivendicato la primogenitura dei ricorsi in nome dei diritti dei detenuti. “Da Roma è partito infatti il ricorso del detenuto Suleimanovich che, sostenuto da noi di Antigone, provocò nel 2009 la prima condanna dell’Italia. Allora arrivò dalla Ue una sanzione simbolica di mille euro, per le condizioni in cui era stato “ospitato” il detenuto rom in cella…“. Ora però con la sanzione scattata per il ricorso di Busto Arsizio la multa per l’Italia è svettata a 100 mila euro.

Antigone, che definisce epocale la nuova sentenza di Straburgo nella causa “Torreggiani e altri contro Italia“, “la violazione sistematica dei diritti umani dei detenuti è economicamente costosa e costringe l’Italia ad adottare, entro un anno, provvedimenti che pongano rimedio all’attuale ineffettività dei ricorsi interni a disposizione dei detenuti in materia di sovraffollamento. Ci volevano dei giudici europei per indicare la strada di una politica penale e penitenziaria diversa. Ora chiediamo a tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale di esprimersi al riguardo e di spiegare agli elettori come intendano risolvere il problema del sovraffollamento“. Un’idea? Usare i 450 milioni di euro del Piano Carceri per 10 mila progetti di inserimento presso i Sert dei detenuti tossicodipendenti.

Se l’Italia è la peggiore in Europa, la Liguria veste la maglia più nera per quanto riguarda le condizioni delle carceri. Il tasso di sovraffollamento nelle prigioni italiane è del 142,5%, dunque ci sono oltre 140 detenuti ogni 100 posti letto, mentre la media europea è del 99,6%. Tuttavia il triste record spetta alla Liguria, in fondo alla lista nazionale col suo sconsolante 176,8%, mentre la Puglia è al 176,5% e il Veneto a 164,1.

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Il carcere di Marassi, a Genova, ha il doppio dei detenuti previsti, ed è quindi la peggiore carcere europea. Un bel primato, non c’è che dire. Costruito alla fine dell’800 e rinnovato nel 1990, il carcere di Marassi sorge accanto allo stadio Luigi Ferraris, e rappresenta una delle tante complessità di un quartiere come quello di Marassi, appunto, che collassa ogni volta in cui si svolge una partita di calcio. Progetti e suggestioni ne sono state fatti molti, non ultimo il “Carcere Galleggiante” che sarebbe dovuto essere ormeggiato in porto, costruito da Fincantieri, o il trasferimento in uno dei “forti” che dominano Genova dalle colline. Ogni progetto, ovviamente, è naufragato ancor prima di vedere uno sviluppo a causa della mancanza di fondi.

La situazione del carcere è stata più volte denunciata dal segretario del sindacato della penitenziaria Sappe, Roberto Martinelli che per il 2013 ha annunciato il superamento dei duemila detenuti negli istituti regionali. “Nelle sette carceri liguri, il 30 novembre 2011 avevamo 1.848 detenuti, un mese fa erano 1.924 e quest’anno arriveremo a quota 2000“.

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Marassi ospita oggi 813 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 456. il 70% di loro sono tossicodipendenti.

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