San Patrizio protettore d’Europa

L’Europa si avvia verso un 2013 carico di incognite, da un punto di vista economico, strutturale, sociale e anche a livello estero. Sì, perchè questo, a discapito di ogni altra considerazione o avvenimento, sarà un anno europeo per eccellenza. A guidarla in questo primo semestre sarà l’Irlanda.

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Le priorità dell’Irlanda alla Presidenza del Consiglio dell’Unione saranno la stabilità economica e strutturale, la ripresa e la coesione sociale che va sfaldandosi sempre di più tra i Paesi membri, oltre che al loro interno. La presidenza irlandese succede a quella di Cipro, e terminerà il prossimo giugno.

Nessa Childers, deputata dei Labour irlandesi, ha affermato: “Mi auguro che la presidenza irlandese possa essere molto competente ed efficiente. Ci sono molte questioni importanti in agenda e sono contenta di poter collaborare con i miei colleghi irlandesi soprattutto per quanto riguarda la direttiva sul tabacco e la tassa sulle transazioni finanziarie.

1531Tuttavia, i nodi principali che dovranno essere risolti in questo semestre sono l’approvazione del bilancio Ue 2014/2020 e la politica agricola comune [PAC]. Quaranta anni dopo l’entrata di Dublino nell’Unione, il premier irlandese Enda Kenny, alla guida dal marzo 2011 di una coalizione che riunisce il suo partito, Fine Gael (centro destra) e quello laburista, punta all’uscita dell’Irlanda dall’emergenza che l’ha portata a essere fra i beneficiari degli aiuti internazionali (con il piano da 67,5 miliardi in 3 anni del novembre 2010) e al suo ritorno sui mercati delle emissioni obbligazionarie proprio nei prossimi mesi. Situazione paradossale quindi, dove uno degli “ultimi della classe” è chiamato a salvare tutta la struttura europea, facendo in modo che quest’ultima riesca a camminare con un passo più omogeneo.

Liam Aylward [Fianna Fáil]: “La disoccupazione in Europa, specialmente giovanile, è a livelli cronici ed è la più grande sfida che dobbiamo affrontare. La presidenza irlandese deve dare priorità ai cittadini europei che hanno bisogno di supporto e investimenti, in modo tale da assicurare, a questa generazione e alla prossima, un impiego e la realizzazione del loro potenziale”.
Mairead McGuinness [Fine Gael]: “La mia speranza per la presidenza irlandese è che siano raggiunti accordi su politiche di vitale importanza per il periodo 2014-2020, oltre alla ricostruzione della solidarietà, erosa dalla crisi, tra i 27 paesi membri dell’UE”.

Ma nell’isola d’Irlanda non si possono sottovalutare le tensioni ancora esistenti nel nord, dove si stanno susseguendo nottate di scontri nella capitale Belfast. Secondo le autorità diverse armi, tra cui asce e martelli, sono state usate contro la polizia negli ultimi giorni, in seguito alla decisione, votata il 3 dicembre scorso dal Consiglio Comunale della capitale nordirlandese di issare la bandiera britannica sul municipio. 110 gli arresti fino ad oggi.

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Le manifestazioni sono state organizzate dai sostenitori del Partito unionista democratico [Dup], protestante e favorevole all’unione con il Regno Unito, e da quelli del Partito unionista dell’Ulster [Uup], anch’esso protestante e conservatore ma più moderato. Il 6 gennaio i lealisti che tornavano da una manifestazione davanti al municipio sono stati attaccati dai nazionalisti. La polizia è intervenuta per disperdere la folla ma i lealisti hanno innalzato delle barricate e si sono rifiutati di abbandonare l’area intorno a Lower Newtownards Road, a East Belfast.


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