Colpo di stato in Eritrea

L’inizio del 2013 vede l’Africa come protagonista assoluto degli avvenimenti internazionali. Dopo gli scontri nella Repubblica Centrafricana e i recenti sviluppi in Mali e in Algeria, ora l’Eritrea balza al primo posto delle notizie internazionali. Nel giro di poche ore, infatti, pare che un gruppo di militari abbia preso il controllo del Ministero delle Comunicazioni e della tv di stato ad Asmara, la capitale eritrea.

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Il Paese del Corno d’Africa è controllato dal 1993, anno dell’indipendenza dall’Etiopia, da Isaias Afewerki. Secondo le scarse notizie che arrivano da Asmara, circa 200 militari con alcuni carri armati avrebbero interrotto le comunicazioni della tv di stato, oltre ad aver preso il controllo dell’aeroporto internazionale della capitale e della Banca Centrale Eritrea.

Secondo le agenzie di stampa internazionali i ribelli avrebbero anche sequestrato alti funzionari del Ministero delle Comunicazioni, costringendoli a leggere un annuncio in cui si annuncerebbe la liberazione dei prigionieri politici oltre alla realizzazione di una nuova Costituzione.

Ma cosa succede in Eritrea?

Stato multilingue e multiculturale con due religioni prevalenti, Islam Sunnita e Chiesa ortodossa eritrea, l’Eritrea ha nove gruppi etnici.

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In questa ex colonia italiana l’indipendenza arrivò nel maggio del 1993 in seguito a trent’anni di guerra con l’Etiopia. Il Presidente Isaias Afewerki venne eletto dall’Assemblea Nazionale, composta da 150 membri, poco dopo l’ottenimento dell’indipendenza. Dal suo insediamento non si sono mai verificate elezioni democratiche.

I prigionieri politici del regime di Afewerki sarebbero tra i 5 e i 10mila secondo le stime dell’ONU. L’Eritrea ha circa 4 milioni e mezzo di abitanti, il  suo sistema politico si basa sui principi sanciti dalla National Charter, riaffermati dalla Costituzione, approvata nel 1997 ma mai applicata.

L’organizzazione Reporter Senza Frontiere ha classificato L’Eritrea all’ultimo posto al mondo [173º] per il rispetto dei diritti di comunicazione ed informazione. Tuttavia anche i diritti civili e politici elementari dei cittadini eritrei sono tenuti sotto un controllo pressochè totale del regime.

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