La Geopolitica sbarca a Genova

Una mostra e un ciclo di conferenze per raccontare la geopolitica odierna e le instabilità globali. Questo l’intento della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, a Genova, tramite le conferenze dal titolo “Dov’è il potere?” e la mostra “Carta Canta“, che espone le più importanti cartine di Limes sui temi più disparati, dai flussi energetici alla guerra a Gaza.

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Curato da Luca Borzani, Presidente della Fondazione per la Cultura, e da Lucio Caracciolo, Direttore di Limes, l’itinerario geopolitico a Palazzo Ducale segue due importanti filoni di pensiero: il primo, geografico. Spesso parliamo di argomenti che riguardano aree geografiche lontane dall’Italia o dall’Europa, ma non sempre è facile riconoscerli mentalmente sulle cartine. Inoltre, la geografia, così snobbata a scuola, riveste un ruolo di maggior prestigio oggi più che mai, nel caso in cui si parli di energia, instabilità politica, migrazioni e tendenze.

Esiste “uno straordinario analfabetismo geografico” secondo Borzani, che ieri ha introdotto la conferenza nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con ospiti  Caracciolo e Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale. “Geografia come identificazione spaziale del potere. L’eccesso di informazioni provenienti dai media e dalla rete, spesso ridondanti, rischia di minare le basi di una vera conoscenza“.

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Il secondo filone che Caracciolo e Borzani hanno preso in esame per allestire questa interessante serie di iniziative, segue l’idea stessa del confine, non solo come “tracciato politico”, ma come “ferita” sul terreno, passando da un piano puramente cognitivo a quello emozionale. Le etnie, i popoli, i clan: nel corso dei secoli i territori “di proprietà” hanno cambiato fisionomia e ampiezza, fino allo Stato-nazione. Eppure, “l’Unione Europea è riuscita a vincere il Premio Nobel per la Pace cancellando i confini, e quindi distruggendo di fatto la base classica del conflitto, ovvero il possesso di un territorio entro un confine“,  secondo quanto dice Fabio Mini (Generale dell’Esercito e saggista).

Lucio Caracciolo afferma: “La cartografia disegna ciò che si racconta. E se le mappe sono sempre bugiarde, poiché raccontano verità soggettive, occorre tuttavia conoscere bene la geografia del mondo, perché ci riguarda nel suo complesso“. I confini sono ancora un forte motivo di scontro e quindi di instabilità politica, economica e sociale (come nel caso del Sinai, tra Egitto e Israele), oppure sono talmente aleatori da risultare nocivi nella loro inutilità (Sahel). Insomma, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Zygmunt Bauman, filosofo e sociologo che si è occupato principalmente dei concetti di identità ed etnia.

IMG_0212Ma dov’è il potere? A questa domanda sembra che il direttore di Limes e il Ministro siano in sintonia, affermando che “forse, ad oggi, risiede più nella stanza di Mario Draghi a Francoforte, piuttosto che nelle sale governative dei membri dell’UE“. Ma il potere stesso è vago, sempre più invisibile. Dalla Guerra Fredda ad oggi sono passati più di vent’anni, eppure la nostra forma mentis sembra risentire ancora di quella visione manichea “buoni contro cattivi” tipica del mondo bipolare.

Al concetto di multipolarismo, preferisco l’idea di a-polarismo, nel senso che manca un leader globale vero” dice Caracciolo. Nell’evoluzione rapida del mondo del XXI° secolo, sarà sempre più complicato identificare il potere perché tenderà a risiedere nelle sedi delle multinazionali, nelle alleanze economiche, nelle piazze finanziarie. “Senza cedere al complottismo, ci troviamo in una situazione di parziale rischio di non-democraticità” gli fa eco Fabrizio Barca. “Il potere economico e quello politico sono sempre più appannaggio di ristrette élite“.

La mostra delle cartine di Limes, a cura della realizzatrice delle stesse Laura Canali, sarà esposta fino al 15 febbraio al Liguria Spazio Aperto di Palazzo Ducale.

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Per maggiori informazioni: Palazzo Ducale “Carta Canta“.

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2 risposte a “La Geopolitica sbarca a Genova

  1. Ho assistito alla conferenza di Barca e Caracciolo e l’espressione che è mancata, e che a mio avviso meglio rende l’idea, è che il potere oggi è a “multilivello”. Non sta solo a Francoforte e neppure a Parigi o Londra. Non sta solo a livello locale o nazionale, ma anche a livello sovranazionale. Non sta solo nei governi, ma anche nelle organizzazioni non-governative. Ci sono campi nei quali legifera l’Unione Europea e le nazioni non legiferano più (commercio, moneta, concorrenza) ed altre in cui non legifera l’Unione, ma solo le nazioni (esercito, politica estera, fisco). Insomma il potere è MULTILIVELLO: iniziamo ad usare questo termine.

    • Caro Piergiorgio, sono d’accordo con te. Preferisco l’espressione di Caracciolo che definisce il potere a-polare, ma non basta. Oggi abbiamo sempre più poteri e legislazioni sovrapposte, ma, paradossalmente, andiamo verso spazi temporali e geografici dove alcune alleanze commerciali possono dettare legge e creare le condizioni perché ci sia un intervento armato, che poi prende le sembianze di un intervento umanitario o pacificatore. Insomma, la domanda rimane la stessa: chi o cosa deve prendere in mano la situazione per recuperare la responsabilità che adesso manca?

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