Il nuovo El Dorado di ghiaccio e di terra

Prendendo in mano un mappamondo qualsiasi, è facile riconoscere sotto ogni singolo centimetro quadrato i nomi dei paesi più svariati. Sembra che non esistano scampoli di terreno vergine, dove, come nei secoli scorsi, gli uomini d’avventura sognavano di piantare la propria bandiera per accaparrarsi la terra nullius.

49819

In realtà, esistono ancora territori inesplorati e vastissimi: tra questi, il Polo Nord, che è sempre stato un vero luogo mitico da attraversare o da conquistare. Per ovvie ragioni climatiche non si è mai potuto, ma oggi, e soprattutto in futuro, sarà sempre più possibile accedervi, attraversarlo o sfruttarlo.

L’Artico è un boccone economico gigantesco, date le potenzialità di sfruttamento delle risorse minerarie e di gas sottomarine, situate specialmente tra il confine groenlandese e il polo, inteso come ghiaccio polare. Molte aziende e diversi centri di studi specializzati, finanziati direttamente dai Paesi costieri, come Russia, Danimarca, o Stati Uniti, hanno analizzato le svariate possibilità di estrazione, in base alle condizioni climatiche che non è sicuro saranno tra le più agevoli, nonostante l’indubbio riscaldamento globale.

artico01gOltre a tutto ciò, il volume e l’ampiezza dei ghiacci vanno sempre più riducendosi, portando così all’apertura di due passaggi, quello a nord ovest e quello a nord est. Quest’ultimo in particolare potrebbe essere sfruttato grandemente per il commercio internazionale marittimo, che si appresta a modificarsi enormemente grazie a queste possibilità. Un passaggio marittimo a nord est sarebbe, ad esempio, molto più prolifico per la Cina e per la Russia in primis.

Di tutti gli Stati costieri affacciati sulla regione artica, ce n’è uno che è contemporaneamente un paese europeo e uno stato artico, membro del Consiglio Artico (dove l’Unione Europea ha un seggio come osservatore) e una delle ultime monarchie nel continente: la Danimarca.

Il regno di Danimarca è centralmente collocato nell’Artico, che ha una posizione strategica unica, essendo lo sbocco naturale di paesi come gli Stati Uniti, la Russia e il Canada. La Danimarca sta svolgendo un ruolo unico negli ultimi anni, perché le possibili ragioni di contesa tra gli stati costieri vengono analizzate da molti esperti e centri di studio situati tra Copenaghen e Ødense, molto più di quanto si possa trovare nella letteratura al riguardo negli altri Paesi costieri.

danimarca

Il ministero degli esteri danese ha pubblicato circa un anno fa una sorta di Libro bianco, intitolato “Kingdom of Denmark, Strategy for the Arctic 2011-2020”. In questa preziosa pubblicazione si legge che le tre parti del regno – Danimarca, Groenlandia e Isole Far Øer – condividono numerosi “valori e risorse” nella regione, e che il piccolo Stato europeo non intende lasciare la presa sui propri possedimenti (presenti e futuri). I valori e le risorse a cui si fa riferimento rimangono vagamente oscuri, non fosse altro perché l’Artico è popolato da 30 diverse etnie.

L’opportunità di sfruttare economicamente l’Artico stimola gli appetiti nazionali dei paesi costieri e delle grandi multinazionali che potrebbero accaparrarsi storiche commesse di trivellazione. Nonostante le possibili contese economiche, non vengono sottovalutati tutti i possibili scenari geopolitici. La Danimarca, che dispone da anni anche di un servizio di pattugliamento costiero tra Groenlandia e Polo Nord, chiamato Sirjius Patrol [ne avevamo già parlato qui], non avrebbe nessun vantaggio a vedere i suoi possedimenti territoriali minacciati da un’eventuale, per quanto improbabile, scontro diretto con gli altri Paesi costieri per la gestione e lo sfruttamento delle risorse.

Dopo che la Russia ebbe piantato una sua bandiera sul fondo dell’Oceano Artico sei anni fa, l’Unione europea iniziò a interessarsi ufficialmente alla regione con una comunicazione del novembre 2008, adottata dalla Commissione Europea, dal titolo “L’Unione europea e la regione artica”. Con tale documento si sono stabiliti gli obiettivi della politica estera da perseguire nella regione, oltre a evidenziare gli effetti dei cambiamenti climatici e delle attività umane. Purtroppo però, questo documento sembra essere l’unico tracciato ufficiale su cui l’Unione Europea intenda realizzare la propria politica estera nella regione, rischiando di mischiare argomenti diversi anche se collegati tra loro, e lasciando ai propri Paesi membri la gestione effettiva degli eventuali rischi.

Benita Ferrero-Waldner, Commissario europeo responsabile per le relazioni 225px-Benita_Ferrero-Waldneresterne e la politica europea di vicinato, dichiarò: “L’Artico è una regione unica e vulnerabile, situata nelle immediate vicinanze dell’Europa. La sua evoluzione avrà notevoli ripercussioni sulla vita delle prossime generazioni di Europei. Potenziando il contributo dell’Unione europea alla cooperazione artica si apriranno nuove prospettive per le nostre relazioni con gli Stati artici. L’UE è disposta a collaborare con questi Stati per aumentare la stabilità, migliorare la governance multilaterale nell’Artico attraverso i quadri legislativi esistenti e trovare un giusto equilibrio fra l’obiettivo prioritario che consiste nel preservare l’ambiente artico e la necessità di usare in modo sostenibile le risorse naturali, compresi gli idrocarburi.”

L’Artico copre più di un sesto della terra emersa del pianeta, ma, a differenza dell’Antartide, è popolato da più di 30 diverse popolazioni. Obiettivo generale del Regno di Danimarca è creare un ambiente stabile e di sviluppo nella regione, nel rispetto delle particolarità ambientali. Il Ministero degli Esteri della Danimarca affida le proprie pretese territoriali al diritto internazionale, a cui è dedicata un’ampia digressione nel documento del ministero, che rimanda alla Convenzione di Montego Bay del 1982 sul diritto del mare e lo sfruttamento delle risorse marine. Dai 15,654 passeggeri nel 2004, si è passati a 30,271 passeggeri che nel 2010 hanno solcato i mari della regione grazie a specifiche navi da crociera. Questo dato andrà crescendo ancora nel corso degli anni, e significa che anche il turismo sarà una voce importante di cui tenere conto nella gestione di questa particolare regione del mondo.

Per evitare che gli obiettivi geopolitici danesi siano eventualmente presi alla leggera, il Ministero degli Esteri di Copenhagen elenca una serie di misure di rafforzamento delle Forze armate: dai pattugliatori sulle slitte della Sirjius Patrol nel Parco Nazionale della Groenlandia ai Challenger Cl-604 che controllano dall’alto i confini, fino alle unità della marina.

Ma cosa si nasconde sotto i ghiacci del Polo Nord? Risorse minerali, che potrebbero essere estratte con le migliori tecniche ingegneristiche, tra cui:

  • Gallio
  • Tungsteno
  • Molibdeno
  • Titanio
  • Rame
  • Uranio
  • Zinco

e molti altri ancora. Inoltre si potrebbero utilizzare gli immensi spazi per la creazione di energia pulita. E ancora, giacimenti di gas naturale e di petrolio. Al primo gennaio di un anno fa, erano venti le licenze esclusive concesse per le esplorazioni e l’estrazione di gas e petrolio intorno alla Groenlandia.

Nell’arco del 2013, altre licenze di sfruttamento saranno concesse a diverse compagnie, tra cui Maersk Oil (DA), Chevron (US), ConocoPhilips (US), Shell (NL) e GDF Suez (FR).  Il turismo e il commercio marittimo non vanno certamente dimenticate come forme di sfruttamento della regione, poiché grazie al cambiamento climatico in atto è possibile ipotizzare intere stagioni senza la presenza dei ghiacci sul suolo.

Non solo il Polo Nord, ma tutta la regione artica, rappresenta davvero un nuovo El Dorado per le multinazionali dell’energia e delle risorse minerarie, oltre che per tutti i Paesi costieri. Tuttavia, sembra che tutti gli stati affacciati sul deserto di ghiaccio facciano anche a gara a rassicurarsi l’un l’altro circa il comportamento delle proprie aziende controllate e dei propri interessi geopolitici. L’ambiente, chiaramente, viene difeso a spada tratta. Confidando che sarà così anche nel momento in cui le possibilità di estrazione e sfruttamento delle risorse saranno ancora più semplici, stanno aumentando curiosità, accortezza e anche nascoste preoccupazioni nei confronti di questo “mondo nuovo” che rischia di diventare la prossima terra di nessuno. Ovvero di tutti.

PS Per vedere in diretta il Polo Nord, ecco la webcam

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...