Magia Nera

Merlino

Il 6 marzo scorso, nella scuola di fanteria dell’Esercito, a Cesano, si è tenuto un convegno storico. Niente di anormale, anzi. Solo che all’evento ha partecipato Mario Merlino. O meglio, è stato lo stesso Merlino a tenere la conferenza di carattere storico. Peccato che non si capisca a che titolo Mario Michele Merlino, classe ’44, ex attivista di Avanguardia Nazionale (organizzazione politica di estrema destra, fondata il 25 aprile 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta formalmente nel 1976), sia chiamato dall’Esercito Italiano a tenere conferenze.

Uscito “formalmente” da AN, dopo aver partecipato attivamente agli scontri anche celebri come quello di Valle Giulia, Merlino divenne anarchico, aderendo al Circolo anarchico 22 marzo, di cui fu tra i fondatori nel 1969. Al “22 marzo” Merlino aderisce con slancio, anche se la sua attività anarchica fu retrospettivamente vista come una vera infiltrazione (così come per molti altri “anarchici illuminati”) per azioni come la strage di Piazza Fontana, per affidarne la paternità ad anarchici come Pinelli.

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Per non perdersi dentro alla Storia d’Italia degli ultimi quarant’anni, con i suoi legami occulti, i suoi tentativi di golpe, le connessioni tra criminalità organizzata e movimenti politici, ricapitoliamo: un ex militante missino, passato ad Avanguardia Nazionale, che non ha mai rinnegato idee o azioni compiute (dato che nel 2011 allestì addirittura uno spettacolo chiamato “La rosa fra i denti” antologia di brani recitati e accompagnati dal pianoforte come omaggio alla Xª Flottiglia MAS, oltre che Rapsodia in nero, letture e musica dall’Armistizio di Cassibile alla morte di Benito Mussolini) tiene lezioni di storia (!) nelle scuole di fanteria dell’Esercito italiano.

Il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, si è appellato al Ministro della Difesa e al Presidente della Repubblica, affinché «pongano rimedio ad una iniziativa scellerata, che va contro i principi della Costituzione italiana, organizzando un evento analogo a quello in cui è stata data la parola a Merlino. Riteniamo alquanto bizzarra la decisione dei responsabili di questa scuola di invitare personaggi così controversi: l’Italia ha dimostrato di aver intrapreso un percorso profondo e sincero in cui, soprattutto le forze dell’ordine e militari, hanno assunto un ruolo chiave nella trasmissione dei valori della memoria, non solo della Shoah e dello sterminio degli ebrei, ma quella relativa ai danni profondi che ha subito il nostro Paese, dall’avvento del fascismo all’attività che ha privato della libertà i cittadini italiani tutti».

Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, contesta il «coinvolgimento di una figura così controversa, protagonista di anni terribili con i quali il nostro Paese non ha mai chiuso i conti perché gli atti di terrorismo sono rimasti in gran parte impuniti. Non si comprende quale sia la qualifica di Merlino e cosa possa insegnare ai nostri ufficiali. Dalle sue dissertazioni in occasione di questo evento si comprende solo che dobbiamo preoccuparci molto. Presenterò appena possibile un’interrogazione urgente al ministro della Difesa che deve spiegare come sia potuto accadere un fatto così grave».

Certo non sarà il primo problema per l’Esercito, dirà qualcuno. Eppure non cogliere la gravità di un invito a personaggi di questa portata, per insegnare a giovani soldati che dovrebbero garantire la sicurezza collettiva nel rispetto della Costituzione, è miope e complice.

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