I raggi tra le stelle; che cos’è e perchè divide il MUOS

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Tra le varie infrastutture controverse in costruzione in Italia ce n’è una che mette in discussione non soltanto la realizzazione del progetto, ma anche la diplomazia internazionale: il M.U.O.S. E’ di oggi la decisione del TAR di bocciare la decisione del Ministero della Difesa, scrivendo che  “la priorità assoluta è la salute dei cittadini“. Torniamo indietro di un paio di passi, con una premessa: questo blog cerca di essere, nei limiti del possibile, oggettivo, senza dare per forza ragione a una o all’altra parte. E questo per sua stessa natura. Questo blog vuole informare, ma prima di tutto riflettere in forma pubblica. Pertanto, crediamo che quando si parla di un’opera pubblica si debbano prendere in esame dati e numeri, prima ancora che convinzioni. Fatta la premessa, vediamo nel dettaglio che cos’è il MUOS.

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta, composto da quattro satelliti e quattro stazioni a terra. Progetto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, prevede la messa in orbita dell’ultimo satellite entro quest’anno. Il sistema di comunicazione, ad altissima tecnologia, andrà ad integrare tutte le componenti militari e di intelligence americane in qualsiasi parte del mondo, rimpiazzando l’attuale sistema satellitare UFO (Ultra High Frequency Follow-On). Navi, droni, cacciabombardieri, soldati e colonne motorizzate saranno così collegate a grande velocità tra loro, potendo quindi contare su una programmazione e una gestione d’intervento immediata.

Il nuovo sistema di comunicazione opererà principalmente come fornitore globale di servizi cellulari, destinato in special modo alla condivisione di file multimediali come foto e video (e quindi diretto all’intelligence più che ai militari stessi). Wikipedia afferma che “[esso] converte un sistema telefonico con connessione commerciale di terza generazione (3G) Wideband Code Division Multiple Access (W-CDMA), in uno militare radio UHF del sistema SATCOM utilizzando satelliti geostazionari al posto di torri cellulari. Operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permette ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come le regioni boscose in cui i segnali di frequenza più elevati sarebbero eccessivamente attenuati dalla volta della foresta. La costellazione MUOS sarà composta da quattro satelliti operativi e uno di riserva in orbita. Il MUOS fornirà utenti con accessi militari point-to-point e con comunicazione compensata con l’accesso basata su un sistema di precedenza e preventivo per voce, dati, video o una miscela di servizi voce e dati che coprano l’intero globo. Le Connessioni possono essere instaurate su richiesta dagli utenti nel campo, in pochi secondi, e poi rilasciate con la stessa facilità, liberando risorse per altri utenti. In linea con i metodi militari di comunicazione più tradizionali, reti pre-programmati possono anche essere stabilite in modo permanente o per programma specifico usando, con base a terra, i centri di gestione della rete MUOS.

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Passiamo adesso dalla tecnica alla politica. L’installazione della base di terra del MUOS a Niscemi, in Sicilia, ha generato una rete di dissenso e di proteste nell’isola e non solo, basandosi sul fatto che il sistema sarebbe dannoso per la salute e per l’ambiente. Com’è anche chiaro, un’infrastruttura straniera di tale portata, installata sul territorio italiano, non può che aumentarne l’astio. Le basi americane sul suolo italiano sono mal viste da buona parte della popolazione, e una nuova base militare non può che tirarsi dietro la disapprovazione generale.

Il TAR di Palermo ha respinto oggi la richiesta del Ministero della Difesa di sospendere la revoca della Regione Sicilia delle autorizzazioni per la costruzione della base di Niscemi (Caltanissetta), adducendo le seguenti motivazioni in seguito alla consulenza del perito nominato dal Tribunale stesso, il docente universitario Marcello D’Amore: “Il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili; effetti sulla biocenosi e sulla fauna del Sito di importanza comunitaria Sughereta di Niscemi.” Gli avvocati Sebastiano Papandrea e Paola Ottaviano, legali dei comitati No Muos, sostengono che il progetto è interamente illegittimo e che va quindi definitivamente soppresso.

Il Tar non è entrato nel merito della vicenda, ma si è limitato a rigettare la richiesta di sospensiva. Verrà fissata una successiva udienza per la discussione del ricorso del Ministero, che ha chiesto inoltre un risarcimento di 25mila euro per ogni giorno di stop dei lavori. Sugli effetti delle emissioni del Muos per la salute sono in corso, intanto, accertamenti dell’Istituto superiore di Sanità. “E’ una grande vittoria, non è una notizia da niente. Evidentemente le nostre motivazioni erano fondate. Questo mi dà più forza anche in vista dell’incontro previsto con l’ambasciatore americano“. Queste le parole di Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia.

SEQUESTRATI IMPIANTI SISTEMA SATELLITARE USA A NISCEMIAlla soddisfazione di Crocetta si aggiungono le parole dei deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Difesa: “Il Movimento 5 Stelle ritiene incompatibile con il dettato costituzionale la costruzione del Muos e il potenziamento della base Usa di Niscemi. Riteniamo la sentenza di oggi un primo passo per la riappropriazione di quella sovranità nazionale sulle politiche di difesa, per troppo tempo appaltata al governo e alla forze armate degli Stati Uniti.” Il Movimento No Muos, attivo sull’isola sin dall’inizio del progetto, si autodefinisce così: “Il Movimento No M.U.O.S. Sicilia è una realtà nata dall’adesione spontanea di cittadini siciliani che condividono un’idea di crescita basata sullo sviluppo del territorio, non del suo svilimento per far posto a strumenti di guerra; cittadini che credono nel ruolo centrale di un Mediterraneo di pace. L’obiettivo del movimento è la revoca delle autorizzazioni all’installazione e alla messa in funzione del M.U.O.S.

Lockheed Martin, prime contractor del sistema di comunicazione e progettista per conto dell’US Navy Contract N00039-04-C-2009, definisce così l’installazione: “The U.S. Navy’s Mobile User Objective System (MUOS) is a next-generation narrowband tactical satellite communications system designed to significantly improve ground communications for U.S. forces on the move. MUOS will provide military users more communications capability over existing systems, including simultaneous voice, video and data – similar to the capabilities experienced today with smart phones.” Lockheed Martin si è aggiudicata il progetto per un valore di oltre 2 miliardi di dollari, e i subappaltatori comprendono aziende come General Dynamics, Boeing e Harris.

Le quattro stazioni a terra saranno ubicate presso l’Australian Defence Satellite Communications Station Kojarenain Australia, nel Sud-Est della Virginia, nelle Hawaii e a Niscemi, appunto.

In seguito alle manifestazioni di protesta nella provincia di Caltanissetta, la procura di Caltagirone aveva disposto, lo scorso ottobre, il sequestro della stazione radio di Niscemi, poichè si sospettava che l’installazione avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell’area protetta. Tale sequestro fu successivamente annullato dal Tribunale della Libertà di Catania dando così il via libera alla ripresa dei lavori. Nel gennaio 2013 sulla questione interviene il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che avanza la richiesta di sospensione dei lavori di installazione. L’11 marzo 2013 la Regione Sicilia raggiunge un’intesa con il Governo per chiedere agli Stati Uniti di non installare le parabole fino all’ottenimento di risultati sull’impatto ambientale. Il 29 marzo 2013 la Regione revoca in via definitiva l’autorizzazione alla costruzione della stazione MUOS a Niscemi. Il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa presenta ricorso al Tar Sicilia chiedendo l’annullamento della revoca e la condanna della Regione al risarcimento dei danni.

Le motivazioni contrarie all’installazione si basano anche sulla relazione del 2011 del Prof. Massimo Zucchetti (Ordinario di Impianti Nucleari al Politecnico di Torino) che prevede che “le misurazioni svolte dall’ARPA mostrano che i limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana saranno sicuramente superati, e sebbene le caratteristiche del sistema siano poco note si possono comunque avanzare alcune ipotesi circa i rischi associati al MUOS.

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