Il Brasile tra Mondiali, scontri e BOPE

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Le manifestazioni di protesta scoppiate nelle principali città brasiliane hanno riacceso i riflettori sul gigante sudamericano, in attesa dei Mondiali di Calcio 2014 oltre alle Olimpiadi del 2016, che si svolgeranno a Rio de Janeiro. Al di là delle ragioni delle proteste e degli scontri di piazza, che hanno potuto godere di una grande eco grazie alla contemporanea Confederation Cup, il Brasile vive oggi in uno stato di calma con alcune incertezze che ne minano la stabilità futura.

Il Batalhão de Operações Policiais Especiais, conosciuto con l’acronimo BOPE, è un’unità delle forze speciali della Polizia militare di Rio De Janeiro, in Brasile. Conosciuto in tutto il mondo grazie al film “Tropa de Elite”, del 2007. La sua fama è di essere un battaglione al di sopra della corruzione, grazie alla sfibrante preparazione fisica e mentale per accedervi (su base volontaria), oltre che al ristrettissimo numero di effettivi. E’ appositamente finanziato dal governo anche per evitare che “entri in contatto” con il resto delle forze di polizia, considerate inefficienti e poco motivate.

Nelle ultime settimane le unità del BOPE sono state protagoniste sia degli scontri di piazza, sia di alcuni episodi di violenza. Questi ultimi si sono svolti nella Favela Rola, a Santa Cruz, nella zona ovest dell’immensa Rio de Janeiro, dove lo scorso martedì 9 luglio due uomini sono stati uccisi negli scontri a fuoco. L’azione, nella favela, era iniziata il giorno precedente, e ha permesso ai Caveiras (i “teschi”, dall’emblema dell’unità) di sequestrare fucili, pistole, granate, oltre che 6919 capsule di cocaina e 236 sacchi di marijuana, come riferisce Globo.

Il simbolo del Battaglione

Il simbolo del Battaglione

Nel corso degli scontri a fuoco, più di 5000 studenti sono stati fatti allontanare dalla zona, dato che le pallottole volavano tra gli edifici del quartiere senza sosta. Per impedire l’accesso della polizia, i criminali avevano innalzato barricate e sparato agli pneumatici dei mezzi militari. Oltre al BOPE, hanno preso parte all’operazione di “sgombero e pulizia” anche lo Special Operations Command e il “Battaglione Shock“.

I nomi altisonanti delle unità speciali brasiliane non servono soltanto a esaltare la letteratura e la filmografia di genere, ma rendono bene l’idea di come il Brasile, che nell’ultimo decennio ha vissuto cambiamenti socio-economici di portata storica, sia ancora lontano da avere una stabilità politica e sociale forte.

Loro [la polizia] non possono uccidere persone innocenti che vivono qui. Gli elicotteri fanno fuoco su tutto. Viviamo qui per necessità“, si confida uno dei residenti della favela al giornale brasiliano. In Brasile ci sono oltre 960 favelas, con una popolazione totale stimata di 1,6 milioni di abitanti. Qui opera il BOPE, una delle più ammirate e detestate unità militari. Le sue funzioni di base sono di antiterrorismo, ordine pubblico, lotta al traffico di droga e di armi. Possiede mezzi e risorse uniche, rispetto alle altre forze di polizia, e addestra svariate unità di polizia militare di tutto il mondo.

Lo scorso 25 giugno ci sono stati nove morti e altrettanti feriti in uno scontro a fuoco avvenuto tra gli uomini del BOPE e i trafficanti nella favela Nova Holanda, nel complesso di Marè, a poca distanza dall’aeroporto di Rio de Janeiro. Tra le vittime, il sergente dei caveiras Ednelson Geronimo dos Santos, 6 criminali e due abitanti del luogo, colpiti dalle pallottole vaganti. Sono stati complessivamente utilizzati oltre 400 agenti, dove sono rimaste chiuse, a scopo precauzionale, scuole e attività commerciali.

Stando a un’analisi del Ce.Si., “Gli operatori del Bope, reclutati su base volontaria, seguono un addestramento unico tra le forze di polizia e una selezione che spinge all’estremo le capacità fisiche e mentali dei partecipanti. Gli aspiranti, infatti, devono superare prove di efficienza fisica durissime, da corpi di élite della fanteria (marcia, percorso di guerra, privazione del sonno), riproposte in gradi di difficoltà crescente e sotto la pressione psicologica degli istruttori che li spingono a rinunciare. Durante la selezione, i candidati dormono e mangiano quando possibile, mentre svolgono esercitazioni estenuanti in cui imparano, tra l’altro, tecniche di pattugliamento, sopravvivenza e maneggio delle armi.
La caratteristica principale della “Tropa de elite”, però, è la specializzazione nel Close Quarters Combat (Cqc), il combattimento ravvicinato della guerra urbana, richiesto in un contesto come la favela dove l’imboscata e il trovarsi sotto il fuoco incrociato è la regola piuttosto che l’eccezione.”

Proprio grazie a queste caratteristiche particolare, il BOPE è visto come un “esempio” per chi si trova oggi a combattere in situazioni urbane, ben diverse dal passato anche in contesti di guerra.

Idolatrato dalle altre forze speciali di tutto il mondo, e detestato dalle principali organizzazioni per i diritti umani, il BOPE rimane un indicatore di estremo interesse per valutare lo sviluppo sociale di un colosso come il Brasile.

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