Music for Peace, Genova accoglie i volontari di ritorno da Gaza

«Sono argomenti che mi hanno sempre toccato nel profondo, ed è per questo che ringrazio Music for Peace». Con queste parole del sindaco di Genova Marco Doria ha accolto i volontari dell’associazione genovese, impegnati nelle scorse settimane in una missione umanitaria nella Striscia di Gaza e rimasti invischiati nei disordini egiziani. La carovana, guidata dal presidente Stefano Rebora, era partita dal capoluogo ligure il 22 giugno scorso alla volta del Cairo, per fare successivamente tappa al porto di Alessandria d’Egitto. Il transito nello scalo nordafricano doveva permettere di recuperare il materiale spedito in 6 container, e muoversi verso Gaza.

I volontari sono tornati a Genova il 30 luglio scorso, dopo oltre un mese di missione. Il viaggio, che sarebbe dovuto essere di alcuni giorni, si è trasformato in un’attesa snervante nel clima teso della guerra civile egiziana, con le manifestazioni delle opposte fazioni. Decine di morti negli scontri, elicotteri da guerra e una grande tensione internazionale hanno bloccato i volontari per un mese ad Alessandria, nonostante, ci tiene a precisare Rebora, «tutti i documenti fossero in regola, con i permessi rilasciati dai ministeri italiani e dagli uffici di intelligence egiziani».

«Ringrazio, a nome dell’associazione, il sindaco di Genova Marco Doria e quello di Milano, Giuliano Pisapia, che ci hanno aiutato e ci sono stati davvero vicini in un contesto così difficile». La Onlus genovese, forte di ventuno missioni portate a termine dal 1994 a oggi in tutto il mondo, aveva raccolto oltre 120 tonnellate di materiale, tra generi alimentari e medicinali, donati dai cittadini italiani per fronteggiare la cronica penuria di questi generi di necessità nella Striscia di Gaza. La missione comprendeva anche due mezzi di soccorso da donare a un ospedale palestinese. «Non abbiamo mai pensato di abbandonare il materiale raccolto. Quando la crisi egiziana si è fatta preoccupante ci è stato fortemente consigliato di abbandonare i container e di tornare in futuro, ma non abbiamo mai lavorato così: e anche questa volta abbiamo portato a termine la missione».

IMG_6535Il sindaco Doria ha ribadito che «occorre guardare oltre i confini nazionali. Gaza è soltanto uno dei molti luoghi dove le condizioni di sofferenza sono la norma, e le associazioni come Music for Peace sono fondamentali per l’aiuto concreto alle popolazioni in difficoltà». «Iniziative come questa», ha proseguito Doria, «regalano positività alla città di Genova, che si apre al mondo ed è capace di prestare soccorso». Rebora partecipa alla riflessione del sindaco, con un invito a uno sforzo maggiore anche della politica nazionale: «mettere in discussione la natura del materiale che avevamo portato con noi, nonostante la documentazione fosse regolare, è stata una violazione della quarta Convenzione di Ginevra. E l’Italia, che ha donato sotto forma di aiuti diretti o indiretti qualcosa come 180 milioni di Euro per la cooperazione all’Egitto negli ultimi tre anni, dovrebbe capire che tali azioni minano la propria rilevanza».
«Per questo motivo», ha concluso, «è assolutamente necessario che ci si impegni nel nostro paese per un’educazione maggiore alla cooperazione internazionale».

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