“Non è il Club Med” La caccia del Perro

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Già da alcuni giorni vivo e vegeto a Santa Lucia Cotzumalguapa. Come detto, devo ricostruire la partecipazione dei membri a questa associazione di parenti di vittime. In teoria quindi, le mie interviste non toccano temi particolarmente recrudescenti, al massimo del sano disaccordo nel gruppo. E in alcuni casi c’é gente che si é bevuta il cervello e straparla riguardo a non so quali soldi rubati. Ma niente di che. Accade però che alcune persone inizino a raccontare la loro esperienza di vita. Quella che vi riporto é la storia ha permesso di sventare un tentativo di infiltrazione nel gruppo.

Gurmencinda (un nome di fantasia, però qui c’é una che si chiama davvero così) ha da poco passato i quarant’anni. Vive in un sobborgo di Guatemala ma da chiquita stava a Santa Lucia Cotzumalguapa, la fogna del pacifico. Quando ne aveva dodici la G2, i servizi segreti, arrivano a casa sua per arrestare il padre, sindacalista. Sono quattro tizi. Non trovando il padre prendono la madre. Il padre allora scappa con la guerriglia, per evitare qualsiasi ritorsione sui figli dice. Tre dei quattro G2 oggi vivono pensionati a Santa Lucia. Gurmencinda diventa la padrona di casa. Deve tenere due fratelli tra i sei e i nove anni, e una sorella appena nata. Inizia a lavorare come venditrice ambulante ma non ce la fa.

Allora trasferisce tutta la banda dal nonno. Che li ospita ma non caccia un soldo. Riesce in qualche modo a tirare avanti. Poi i quattro tizi della G2 tornano e questa volta prendono lei. Addormentata con l’etere, si risveglia in caserma. Lì cercano di convincerla, in vari modi, a raccontare dov’é suo padre. L’unica cosa raccontabile è che durante l’interrogatorio si utilizzano le canzoni di Julio Iglesias, come se non bastasse. Poi la lasciano andare, ridotta uno straccio. Per tutti i giorni successivi la seguono. Il nonno si caga addosso e la butta fuori di casa. Per vari mesi vive in strada, di espedienti. Finché un giorno, in una ridente cittadina di mare, incontra una vecchietta che si impietosisce e decide di aiutarla. La mette a lavorare nel suo bordello, schiava in cambio di due pasti al giorno. Ci resta per sette anni.

Un giorno arrivano i quattro tizi, sempre loro. Lei si mette nella cesta della lavanderia, che é il luogo più pulito della casa pare, e non la trovano. La señora del bordello decide di aiutarla, di nuovo, e la manda in Honduras dalla sorella. Ai tempi l’Honduras si distingueva per l’utilizzo gagliardo dei bombardamenti a tappeto sui civili, ma tant’é. La sorella la ospita per un po’. Dopo qualche mese la riaccompagna al bordello ma questa volta la mettono a tenere i bambini delle altre impiegate. A un certo punto, perché non ho capito bene quando, spunta uno e si sposano. Fanno un passaggio veloce dai fratelli di lei e si trasferiscono in una località sicura.

Dopo qualche anno le citofona la sorella più piccola. Ora ha tredici anni e le presenta il suo tipo. Sulla quarantina. É uno dei famosi quattro della G2. Vorrebbe sapere dov’è il padre. Tira anche fuori la pistola, non si sa se per fare lo splendido o meno. Ovviamente lei non sa nulla. Per verificare meglio questa informazione la G2, qualche giorno dopo, fa rapire il marito, giusto per qualche oretta. Un buffetto e via. Gurmencinda e suo marito decidono di scappare. Vanno a vivere dove risiedono tutt’ora. Anni e anni dopo, diciamo settembre 2012, Gurmencinda fa parte di un gruppo di familiari di vittime di desaparecidos. Nel gruppo c’é una ragazzina, di sedici anni. Come tutte le ragazzine di Santa Lucia che si rispettino é mingherlina, povera e incinta. Ogni tanto porta il futuro padre, un tizio sulla quarantina, alle riunioni. Dove si parla di come riuscire ad ottenere un monumento di commemorazione per i martiri, o di come farla pagare, via giudiziaria, ai carnefici.

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Gurmencinda viene a sapere che il futuro padre é un capitano dei militari. Sposato e con figli. Fa molte domande sul gruppo, e fino ad ora nessuno sapeva chi fosse. Le scatta la lampadina. E allora si ricorda di come é andata a finire l’altra volta, quando si era trasferita dove ancora oggi vive. Le sembrava ormai di essere al sicuro. E un giorno arriva suo padre. É diventato un super mega esperto di intercettazioni radio. Racconta che sono due anni che segue la figlia da distante e che solo ora ha trovato il momento più sicuro per parlarle. Sa dei tipi della G2 che li perseguitano utilizzando la figlia più piccola. Dice di non preoccuparsi, perché ormai dovrebbero aver perso le loro tracce.

Due giorni dopo si presenta la sorellina col tipo della G2. Sanno che il padre é ritornato, e il G2 vorrebbe tanto ma tanto conoscerlo. Gurmencinda riesce a contattare il padre e gli racconta tutto. Dieci giorni dopo il G2, in moto, finisce sotto un camion che andava nell’altro senso. Mentre qualcuno lo inseguiva sparando, pare. Anni dopo la firma della pace, Gurmencinda ha vissuto di nuovo con suo padre, morto qualche mese fa. Una volta gli ha chiesto: ¿Ma papà, ma ti ricordi il tipo della G2 che per più di tredici anni mi ha perseguitata per arrivare a te? E che poi é morto. ¿Ma sei stato te?

Risposta: Muerto el perro, se acabó la rabia.

Idolo.

Lorenzo Ciancaglini, Santa Lucia Cotzumalguapa

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