“Non è il Club Med” – Il leone e il cavallo

Circo5Qualche mese fa siamo partiti per San Cristobal Verapaz, altipiani del nord, per assistere agli eventi descritti in un altro articolo. Qui di seguito c’é il resoconto, copiato dal diario, della sera prima.
“Non saprei dire se mi sono divertito o meno, ma un resoconto va scritto. Circa tre ore fa mi hanno bussato per sapere se volevo andare al circo. Avevo visto il tendone dalla macchina. Mi sono preparato – ma come si veste la gente che va al circo? – e sono uscito dalla camera. Era uno scherzo!  A nessuno frega nulla, oppure é troppo pericoloso uscire dopo le otto, anche nei paesi. Poi é spuntato l’autista del pulmino. Anche lui era convinto si andasse al circo. E così sono diventato uno di quelli che fa amicizia con l’autista del pulmino.Per arrivare al pantano nel quale avevano installato il tendone, abbiamo attraversato l’accampamento degli artisti. Camper americani degli anni ’70, scimmie incatenate alle ruote di un rimorchio, lerciume ovunque, uno struzzo. Dal circo un rumore assordante di pubblicità. All’entrata nessuno, poi una volta nel tendone si avvicina un pagliaccio con le scarpe enormi e paghiamo. L’autista vuole per forza stare in prima fila, e così facciamo. Ci saranno cinquanta persone.

Parte la musica, assordante, ed entra in scena la contorsionista. Si arrampica sulla corda, qualche numero a testa in giù. Poi cade tra le braccia del presentatore. La gente impazzisce. Mi giro e non vedo l’autista. E’ corso con i bambini a tirare i rametti raccolti per terra ai leoni, che stanno in un gabbia sul lato destro. Sono palesemente drogati, svenuti. Il presentatore richiama i bambini, dice che i leoni potrebbero mordere. L’autista torna a posto, gasatissimo. La contorsionista esce tra gli applausi e si mette al bancone dei popcorn. Il tizio che stava dai popcorn entra in scena e inizia a lanciare palline in aria. Ogni numero ha per sottofondo una qualche pubblicità. Poi il presentatore chiama tutti i bambini in mezzo alla pista. Distribuisce a tutti degli starlite e li manda dai genitori a chiedere di comprarglielo. Un genio.

Intanto io vado a comprare i popcorn e scopro che ci sono pure la zuppa di ceci e i broccoli impanati e fritti. Solo a vederli viene da vomitare, unti e di plastica. Si spengono le luci della pista e si accendono i riflettori sulla mitica palla di ferro, un po’ troppo defilata. Entrano in pista il presentatore e il pagliaccio. Si mettono i caschi e saltano sulle motocross che scorreggiano all’impazzata. La contorsionista entra nella palla e tiene in mano una banderuola. Anche i due riders entrano nella palla e iniziano a fare i giri della morte, incrociandosi. In mezzo la contorsionista, immobile. L’autista batte i pugni sulla balaustra, contentissimo. Il presentatore prende la bandierina alla contorsionista senza investirla e tutti gridano. In sottofondo sempre le solite pubblicità.

A questo punto il presentatore-rider non lo tiene più nessuno. Prende il microfono e inneggia al fatto che lui dietro le tende nasconde un animale incredibile. Se i bambini lo vogliono vedere sarà meglio che si prendano da bere, perché poi il bar chiude, ed é l’utlima occasione. La gente scende i gradoni di corsa e si butta sul bar. Poi finalmente si aprono le tende ed esce un lama, legato per il collo. Gli fanno fare un giro di pista a suon di bastonate e lo ributtano dietro le tende. Il presentatore inizia a parlare di un certo cavallo strano, un cavallo che ovviamente é dietro le tende e non aspetta altro che uscire per farci il numero. L’autista allora inizia a sbattere le mani, dice che faranno saltare il leone sul cavallo.

Invece dal fondo esce un pony, grigio. Anche lui fa il suo giro di campo e se ne torna dietro le tende. Il presentatore arringa la folla. «Sapete cosa c’é di più piccolo di un pony? Un mini-pony!» E dalle tende esce il mini-pony e tutti a ridere. Di nuovo le luci si spengono e finalmente si spegne anche la musica. Il presentatore si avvicina alla gabbia dei leoni. Quelli della gradinata più lontana lo seguono, e si spostano su quella più vicina, calpestando tutto ciò che trovano. Inizia il discorso su quanto sia pericolosa la situazione, che bisogna stare in silenzio, che c’é pericolo per la vita di ognuno. Mentra parla prende a mazzate le sbarre per far svegliare i leoni, che sembrano non averne più.

L’autista continua a dire che faranno saltare un leone sul cavallo, che lui ha già visto questo circo nella costa del Pacifico e che quando il leone é saltato si é aggrappato con le unghie al cavallo e gli ha aperto la pancia e si sono viste le budella. Purtroppo non succede nulla di tutto ciò. I tre leoni passano dalla gabbia al recinto. Lì il presentatore li fa passare nel cerchio, non infuocato, e gli tira dei pezzi di carne.  Una volta usciti ripassiamo per l’accapamento. Ci chiediamo perché non si sia visto lo struzzo. «Perché staranno ancora preparando il numero col leone che gli salta sopra», dice l’autista.

Lorenzo Ciancaglini

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