2014-1914, L’eredità dei grandi imperi. #LimesFestival a Genova

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Rileggere il passato per comprendere il presente. Questo il senso della prima Festa di Limes: tre giorni di dibattiti pubblici in programma al Palazzo Ducale di Genova dal 16 al 18 maggio, che sulla scorta del volume di Limes “2014-1914, L’eredità dei grandi imperi” (in uscita il 14 maggio) esplorano l’eredità attuale della Grande guerra.
A cent’anni esatti dallo scoppio del primo conflitto di massa della storia umana, le conseguenze geopolitiche di quegli eventi continuano infatti a plasmare la realtà internazionale in modi non sempre evidenti, ma determinanti per il destino di popoli e Stati. Il crollo simultaneo degli imperi centrali – russo, ottomano, austro-ungarico, germanico – trascina con sé l’ordine forgiato dalle guerre napoleoniche e pone le premesse dirette della seconda guerra mondiale. Ma anche dopo il 1945, gli sconvolgimenti territoriali economici e sociali del 1914-18 rimandano echi assordanti, che fanno da sfondo alla tumultuosa vicenda del XX secolo e a questi primi anni Duemila.

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Un secolo dopo, gli spazi sconvolti dal crollo simultaneo di quei quattro imperi sono ancora in gran parte incerti, contesi, contestati. Basti pensare alla nostra frontiera orientale, al di là della quale si aprono sempre più vasti i territori della balcanizzazione. Da Trieste all’Ucraina dell’Est, passando per la ex Jugoslavia, non c’è Stato che non abbia aperte dispute sorde o vivissime con qualche vicino. La stessa nostra identità nazionale, che si voleva definita con la “quarta guerra d’indipendenza”, è più che mai in discussione. Nessuna regione del globo è risparmiata dal suicidio bellico di un’Europa che, all’apice del dominio coloniale, è ancora centro del mondo. Ed è dunque una rassegna mondiale quella che Limes propone in questa tre giorni genovese, alla ricerca delle cause remote di problemi dolorosamente attuali: dalla polveriera ucraina alla tragedia della Siria, dal neottomanesimo turco ai travagli dell’Unione Europea, dalla delicata partita iraniana all’interminabile crisi dell’Italia, passando per il ritorno del protagonismo tedesco e il ruolo cruciale di un’America che proprio nel 1917 abbandona la sua insularità, avviandosi a rilevare il primato marittimo britannico.

Ma nella tragedia della guerra industriale trovano terreno di sperimentazione anche pratiche e tecniche che cambieranno per sempre il funzionamento delle società moderne: è il caso della propaganda di massa, che innova il linguaggio pubblico in modo irreversibile. O dello spionaggio, che fa tesoro delle innovazioni tecnologiche ottocentesche. O ancora delle avanguardie artistiche, che negli anni Venti e Trenta consumano il loro tragico falò, ma il cui lascito è impossibile sopravvalutare. Di questi temi discutono protagonisti del panorama politico e culturale italiano, tra cui Enrico Letta, Ernesto Galli della Loggia e Gian Enrico Rusconi, oltre ovviamente al direttore di Limes Lucio Caracciolo. Ad essi si affiancano prestigiose firme italiane e straniere della rivista, giunte da varie parti d’Italia e d’Europa per offrire al pubblico una stimolante occasione di riflessione e dibattito.

Lucio Caracciolo

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