Italia e Algeria insieme per lo sviluppo dei porti

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Porta la data della metà di Ottobre il protocollo d’intesa firmato ad Algeri tra il Ministro algerino dei Lavori Pubblici, Abdelkader Kadi, e il Ministro italiano delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi. Il documento prevede la promozione della cooperazione tra i due Paesi mediterranei per quanto riguarda lo sviluppo di nuove infrastrutture, puntando soprattutto su porti e aeroporti, e per il trasferimento di know-how per la realizzazione degli stessi impianti.

Il partenariato è da leggersi in vari modi, non soltanto economici, perché dopo il 2011, l’anno delle cosiddette “Primavere arabe”, i meccanismi di scambio commerciale tra le sponde del mare sono notevolmente cambiate. In questo senso, l’accordo firmato dai due rappresentanti dei governi italiano e algerino è un passo importante per la ripresa economica italiana da una parte, e per lo sviluppo di un asset strategico per l’Algeria. Tra le righe del protocollo, riporta l’agenzia di stampa algerina APS, è prevista anche la formazione del personale, la gestione e il funzionamento dei futuri scali passeggeri e commerciali. «Le capacità delle imprese italiane, alcune delle quali sono già presenti e attive in Algeria nel settore dei lavori pubblici, sono ampiamente note e riconosciute», ha dichiarato Kadi all’APS. «L’obiettivo è promuovere lo scambio reciproco di esperienze tra le imprese italiane e le loro controparti algerine in questo settore».

Alle dichiarazioni di Kadi, ha fatto seguito la conferma di Lupi, secondo cui «L’Algeria e l’Italia sono legate da una forte partnership, il che implica la necessità di sviluppare e rafforzare la cooperazione, anche nel settore delle infrastrutture». Lupi è stato accolto dal Primo Ministro algerino Abdelmalek Sellal, che ha contribuito all’incontro mettendo sul tavolo anche questioni definite “d’interesse comune”, come recita il comunicato della segreteria presidenziale. Una riunione di alto livello è prevista inoltre tra i due Paesi per l’inizio del 2015, durante la quale verranno presentati alcuni progetti da parte delle aziende che partecipano alla realizzazione dell’ammodernamento delle infrastrutture algerine. Ma sarà anche l’occasione per rafforzare la cooperazione bilaterale per quanto riguarda altri settori.

Dall’ingegneria all’agricoltura, dall’energia alle risorse idriche. Proprio su questi due ultimi aspetti l’Italia punta molto, anche perché la situazione politica con la Russia prospetta un interesse maggiore di Roma verso i Paesi costieri della sponda sud del Mediterraneo per godere di un approvvigionamento di gas e altre risorse costante. In base ai dati resi noti dalle autorità algerine, l’Italia è stata, nel primo trimestre 2014, il terzo fornitore di beni e servizi, nonché il secondo cliente dell’Algeria per volume di scambi commerciali. L’Italia ha registrato una domanda di gas pari a 70 miliardi di metri cubi nel 2013, e se otto miliardi di metri cubi provenivano dalla produzione interna, il restante è stato importato. Subito dopo la Russia, come primo fornitore, è stata l’Algeria a fornire il gas a Roma, prevalentemente via gasdotto.

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Ma la partnership italo-algerina si basa anche molto sull’iniziativa privata. Lo scorso settembre Ansaldo Energia si è aggiudicata un contratto da 170 milioni di euro per la costruzione della centrale a ciclo aperto “Ain Djasser III”. Nel 2011 erano oltre quattromila le aziende italiane che esportavano verso l’Algeria, con un valore medio di 736mila euro. Nel 2012 l’Italia ha portato sulle coste africane un valore totale di 3,7 miliardi di euro con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente.

Le infrastrutture algerine hanno bisogno di un ammodernamento deciso, e per questo nel 2009 si decise un piano quinquennale di sviluppo di strade, ferrovie e scali per navi e aerei. Negli ultimi cinque anni sono già stati spesi oltre 17 miliardi di dollari per il potenziamento dei tracciati ferroviari, mentre un altro miliardo di dollari dovrebbe arrivare entro il 2015 per il sistema elettrico. Il trasporto via nave è essenziale per l’economia di Algeri. Il porto più significativo, in termini di traffico, è quello di Arzew, a Oran, sviluppato con una particolare attenzione alle esportazioni di prodotti chimici e derivati dal petrolio. Algeri è lo scalo più importante per il traffico container, anche se le problematiche del terminal incidono non poco sulla rapidità degli scambi.

Uno dei punti del partenariato italo-algerino prevede infatti anche una complessiva riorganizzazione degli scali perché siano collegati in maniera più capillare alla rete stradale e ferroviaria del Paese. La crescita reale dell’economia del gigante africano è stata stimata in un deciso 3% nel corso del 2013, trainata principalmente dagli investimenti pubblici e dalla domanda interna.

Articolo pubblicato su The MediTelegraph

 

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