Il Governo Tsipras alla prova dei porti

Hellas Flag

Giacca e camicia senza cravatta, un viso affabile, modi gentili. Eppure Alexis Tsipras, neo-premier di Atene, è un uomo in grado di far passare il sonno ai proprietari della più grande flotta del mondo. [Articolo pubblicato su The Meditelegraph]

Dal giorno del suo insediamento, in seguito alla vittoria elettorale, Tsipras sta portando avanti alcune piccole rivoluzioni copernicane nell’economia e nella società ellenica, così abituata a decenni di politica familiare e bi-partitica. Piaccia o no, l’ingegnere ateniese punta a scrivere un pezzo importante per la storia del suo Paese. Oltre ai discorsi di propaganda anti-austerity, il Governo greco vuole riuscire a uscire quanto prima da un debito pubblico che soffoca gli abitanti, e da una morsa (anche psicologica) che stritola il futuro del Paese a suon di documenti e leggi imposte dalla famigerata Troika, che oggi più che mai assomiglia a un essere mitologico simile a un’idra, che ben si confà alla mitologia ellenica.

Ma quali sono le misure che Tsipras vuole mettere in campo per uscire dalla palude economica?
Prima fra tutte, una battaglia che ha un gusto particolare. Il settore marittimo, in Grecia, rappresenta numeri davvero considerevoli. Basti pensare che lo shipping è la seconda industria nazionale, subito dopo il turismo, e che registra il 5% del Prodotto Interno Lordo di Atene. E nel Paese dove la disoccupazione ha raggiunto negli ultimi mesi la drammatica quota del 25%, il settore del mare dà lavoro a 250mila persone tra impiegati diretti e indotto. Il cosiddetto “fiore all’occhiello”.

Eppure il governo Tsipras è sul piede di guerra con gli armatori ellenici, che forti dell’articolo 89 della Costituzione, sono esentati dal pagamento delle imposte sui ricavi generati all’estero. Peccato che nel periodo tra 2000 e 2010, la quota di profitti dirottati fuori dalle casse greche equivale a circa 140 miliardi di euro. Un “tesoro” seppellito ovunque nel mondo, ma lontano dal fisco ellenico. Considerando che la partita politica di Tsipras si gioca su un debito pubblico stimato in 280 miliardi di euro, ovvero il doppio del solo gettito degli armatori, è chiaro come il nuovo Presidente intenda portare nel solco dell’equità fiscale anche le ricche famiglie proprietarie del 16% della flotta mondiale. Il rischio è che se il governo cercherà di mettere mano all’immensa disponibilità degli armatori greci, questi possano spostare le proprie attività all’estero, così come è già stato paventato dai più influenti nomi dello shipping ellenico.

Significherebbe perdere non soltanto un settore gigantesco per l’economia, ma anche un numero pari ad almeno 60mila lavoratori diretti, secondo la Camera di Commercio di Atene. Un numero che Tsipras non si può permettere di perdere, visti anche gli indici di occupazione di tutto il Paese. Allora come riuscire a ribilanciare un rapporto che, seppur garantito dalla Costituzione, appare oggi incredibilmente a svantaggio della collettività? Il nuovo Presidente e il suo eclettico Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis sono i primi promotori di questi cambi di prospettiva che potrebbero incidere grandemente sulle sorti della Grecia. Quando la situazione si è fatta insostenibile, l’ormai ex Presidente Antonis Samaras si era presentato dalla lobby armatoriale con il cappello in mano. L’accordo era stato trovato agilmente: 420 milioni di euro in donazioni volontarie fino al 2017. 
Dalla sua, il mondo delle fondazioni legate a quelle circa 60 famiglie padrone delle oltre 4700 navi greche, ha la possibilità di influenzare grandi settori della politica e dell’economia. Le televisioni private sono per la maggior parte sotto il controllo degli stessi armatori, che quindi dispongono di un’arma di consenso efficace.

Ecco perché, nonostante la volontà ferma del nuovo esecutivo targato Syriza-Anel di poter regolare fiscalmente gli introiti esteri delle società di navigazione, Giorgos Stathakis, Ministro dell’Economia ha fatto da pompiere nei giorni successivi all’insediamento. «Non prenderemo decisioni unilaterali senza concordarle con gli armatori», ha fatto sapere. L’equilibrio non è facile, tanto più perché in gioco ci sono tanti fattori e tanti soldi. Intanto, a gennaio un flusso di oltre 20 miliardi di euro ha lasciato le banche della Grecia per convergere su più sereni lidi stranieri.  Il 28 gennaio scorso il Tsipras teneva la sua prima riunione con i ministri. In serata, la prima drastica decisione che ha fatto sobbalzare più di un tavolo: Atene sospendeva due privatizzazioni che la Troika aveva considerato elementi-chiave per il risanamento economico delle casse greche, ovvero il Porto del Pireo e la società elettrica Dei.

«Il Governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e durature per il taglio del debito», ha ribadito il neo-premier il giorno seguente alle agenzie di stampa estere. E nell’arco di pochi giorni è arrivato il dietro-front di Atene sulla privatizzazione. Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha definito il progetto in corso tra i due Paesi come «Un paradigma di cooperazione reciproca vantaggiosa tra Cina e Grecia», esprimendo anche l’augurio che le parti possano cooperare ancora in futuro. Stathakis aveva fatto marcia indietro dopo le pericolose dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo che annunciavano lo stop alla concessione di 35 anni e alla privatizzazione dei due terzi del porto di Atene. Posizione di apertura, dunque, ribadita dal Ministro della Marina Mercantile Theodoros Dritsas. L’accordo, siglato nel 2008 tra Cosco e la Grecia per l’espansione del porto, aveva già fatto registrare numeri importanti, con un traffico merci aumentato di otto volte,stando alle stime di Pechino. Intanto Cosco segnala che sono tre milioni i TEU movimentati nel 2014 nello scalo della capitale. Un aumento del 18,5% rispetto al 2013, mentre il terzo terminal – gestito ancora dall’Autorità portuale del Pireo – è riuscito a gestire la modica cifra di 700mila container.

Annunci

Una risposta a “Il Governo Tsipras alla prova dei porti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...