“Non è il Club Med” – Tutto quello che mi hanno detto (e fatto) pt.4

taxi_2

Quarta e ultima parte del Diario del Viaggiatore, tra insulti, situazioni inquietanti e compagni particolari. Nicaragua

S: Questo paese dovrebbe essere pieno di turisti!

L: ma se non si capisce manco dove sono le fermate dei bus?!

S: basta chiedere

L: e se uno non sa la lingua?

S: i turisti sanno tutte le lingue

Italiana entusiasta (parlando di Managua): e poi questa è una città in continua evoluzione. Cioè, per esempio, cioè, gli indirizzi: qui non ci sono i nomi delle strade!

L: ma siamo rovinati, ma cazzo. E ora?
I.E: ma non è vero! Si prende un punto di riferimento, poi si dice quanti isolati a nord, sud, arriba e abajo. Il nord è verso la laguna
L: che non so dove sia

I.E: e arriba è oriente, dove sorge il sole

L: e abajo occidente, dove tramonta il sole
I.E: visto che è facile?!

(al mercato c’è sempre la ressa alla bancarella delle bussole adesive per cruscotto, ancora più affollata di quella che vende le decalcomanie da attaccare alla macchina tipo: regalito de dios o mi padre era un gran tipo)

Cercando la casa dell’italiana entusiasta

L: mi scusi, lei sa dov’era il gommista Pedro?
Tizio: che indirizzo le hanno dato?

L: da dove c’era il gommista Pedro, 3 isolati arriba, 2 isolati al nord, e 75 varas (una misura per i campi agricoli, tipo l’ettaro) ancora arriba, la prego mi aiuti
T: è che io sto gommista non lo conosco, chiediamo un po’ 
(finisce con capannello di gente che questiona sulla brutta fine del gommista Pedro)

L: dove abiti?

H: dall’arberello di Tiquantepe, sono 5…no sono 6 isolati al sud, 1 arriba…

L: è meglio se ci vediamo a casa mia
(sulla mia assicurazione c’è scritto: dalla nuova palestra Atlas, dietro il Metrocentro, vicino al giardino giapponese, 2 isolati  al sud, 1 isolato e ½ arriba, casa 146 azzurra. I miei mi hanno mandato un pacco, è arrivato dopo 2 mesi)
Scena base, prima che comprassi una moto
Tassista: dove va?
L: allora…io devo andare…aspetti che c’ho qui il foglietto…io devo andare ai sette incroci, lì dove c’è pure il supermercato…ha presente? Poi da lì 2 isolati a nord, 4 isolati abajo, casa 34

T: allora…sette incroci…il supermercato…che supermercato?
L: non me lo hanno detto…hanno detto solo IL supermercato

T: ma non è che hanno detto il super e basta…o le hanno detto il Palì?

L: hanno detto il supermercato, qui c’è scritto il supermercato…lei lo sa dov’è?
 (intanto si è formata una coda chilometrica)
T (sguardo perso nel vuoto, col dito che segue il percorso nell’aria, mormorando): 2 isolati…nord…4 isolati…abajo…abajo vero?

L: si, 2 isolati nord, 4 isolati abajo, casa 34. La casa è verde. La prego
T (sempre in trance): verde…4 isolati abajo…

Cliente 2 (in Nicaragua i tassisti raccolgono più passeggeri che vanno, più o meno, nella stessa direzione): quanto vuole per palazzo delle poste?
T: le poste dove? 
(tutti suonano il clacson, fa caldo, il taxista non ascolta più, guarda solo nello specchietto la coda che sta creando)
Cliente 2: un isolato arriba, 2 al sud, altri 7 arriba, 1 abajo, a fianco del commissariato
T (rientra in trance): un isolato arriba…2 al sur…2 abajo

Cliente 2: no, 7 abajo

T: 2 al sur…7…abajo
Cliente 2: dove c’è il commissariato 
(passano automobilisti insultandoci e suonando)
L: senta io invece…

T: dove c’è il commissariato…sì sì conosco. 60 pesitos le prendo!

Cliente 2: facciamo 50
T: va bene
L: senta io…

T: sette incroci sì…va bene…

L: ma ha capito? C’ho qui il foglietto

T: ma poi quando siamo lì vediamo
L: quanto vuole

T: 100 pesitos papi 
(clacson, insulti, fa caldissimo, il tassista non capisce più niente, c’è un terzo cliente che era già nel taxi prima e si sta sciogliendo)
L: ma come 100 pesitos, ma pago tutti i giorni 30
T: facciamo 60

L: o 40 o niente 
(il tassista se ne va, per fortuna c’è un altro taxi dietro)
Tassista 2: dove va?

L: allora…io devo andare…

In un momento di sclero
L: mi sono veramente rotto il cazzo…non riesco ad andare da nessuna parte, nessuno sa un cazzo di niente, guidano come dei pazzi, fa un caldo della madonna e quando ci sono gli appuntamenti la gente arriva sempre, cazzo, sempreee con almeno 1 ora di ritardo. 1 ora cristo! Come cazzo l’avete vinta sta guerra?! Arrivereste in ritardo pure al vostro trapianto di fegato!

S: era guerra civile!!!

(la sera in cui Chocolatito, boxeur nicaraguense, vince il titolo di campione del mondo dei pesi mosca negli USA, un avvenimento storico per un paese di pugili, sono l’unica persona tra tutte quelle che conosco ad avere visto il combattimento, finito per k.o. alla seconda ripresa, dopo appena 5 minuti. I racconti del giorno dopo iniziano tutti così: arrivo, mi siedo, accendo la tv e…nooo. Tutti danno la colpa ai malditos gringos per avere rispettato l’orario. Devo raccontare il combattimento 10 volte e così arrivo in ritardo a una riunione. Il racconto di come ognuno ha ritardato prevarica il racconto del combattimento)

Al concerto di Enrique Iglesias, previsto per le 8, lui si presenta alle 11. Alle 11 e mezza viene una tempesta tropicale. Il giorno dopo la collega svedese, fan di Iglesias, mi annuncia che a fine contratto lascerà il paese

(capisco l’importanza della sanità privata dopo aver sentito la hit del momento)
Ragazza del reggaeton: se questa canzone la ballo con te ti “imbarazo”
Alla capa, che però è in riunione:
L: dovevo parlati di una cosa, ma non vorrei “imbarazarte”
(si scopre giorni dopo che “imbarazare” vuol dire ingravidare)

H: il señor Pedrito è un grande…73 anni e guarda come beve!

L: idolo

H: ed era capo nella guerriglia…ha pure messo in cinta 16 tipe…

Señor Pedrito: sì, o 18, adesso non mi ricordo

B: e poi vai alla rotonda del cristo rapinato…la statua con le braccia in alto
M: quando vai a El Salvador…MAI nike bianche

L: ma perché

M: perché se le mettono solo i mareros. Se la polizia ti vede con quelle scarpe ti spara

L: ma figurati
M: potresti anche essere Michael Jordan, TI SPARANO

Tassista 1: Le terre del Salvador sono come una bella vacca, grasse e feconde fuori…piene di merda e ossa dentro!
Tassista 2: E sti scemi del governo, non fan mai come voglio io!
L: Uber c’è qui?

Tassista 3: I tedeschi qui non ci vengono qui, a loro piace star comodi 


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