Sfida ad alta velocità tra Giappone e Cina

india railway

Una sfida tutta ottocentesca, ma a colpi di tecnologia. Se la Cina sta investendo miliardi di dollari per creare una nuova “via della seta” trans-continentale via mare e su rotaia, il Giappone non vuole lasciarsi sfuggire l’opportunità di far parte di un progetto ferroviario all’interno dell’Asia di enormi proporzioni [articolo pubblicato su The MediTelegraph]

Sono 15 i miliardi di dollari messi sul piatto da parte di Tokyo per stimolare l’India a creare la prima linea ad alta velocità su rotaia. Un’offerta di finanziamento a un tasso d’interesse inferiore all’1%, stando alle fonti ufficiali giapponesi, per rubare terreno all’avversario cinese.

Il progetto riguarda la tratta di collegamento tra Mumbai e Ahmedabad, capitale commerciale dello Stato del Gujarat, nell’India occidentale. 505 chilometri di ferrovia ad alta velocità che verranno messi a concorso, ma che il Giappone potrebbe avere già in mano, andando a intaccare il primato cinese sulla fornitura di tecnologia e manodopera specializzata sulle tratte ferroviarie asiatiche, nonostante Tokyo possa vantare un’esperienza molto maggiore nel settore.

La Cina, lo scorso settembre, ha vinto un appalto per valutare la fattibilità di un treno ad alta velocità che collegherebbe la capitale New Delhi a Mumbai. Un percorso di oltre 1,200 chilometri che potrebbe arrivare a costare anche 30 miliardi di dollari, ma che farebbe fare un balzo in avanti di grandi dimensioni alla logistica e ai trasporti interni indiani.

Ma Beijing è attiva anche in tante altre zone dell’Asia su questo tema. A metà ottobre è stato firmato un accordo tra i governi di Cina e Indonesia per un progetto da quasi 6 miliardi di dollari per la costruzione di una tratta ad alta velocità per collegare la capitale Jakarta con Bandung.

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150 chilometri di ferrovia che rappresentano, inoltre, una svolta storica sugli accordi B2B di Beijing, per cui la tecnologia dell’infrastruttura sarà completamente cinese. Una joint-venture di cui l’Indonesia detiene il 60%, ma che per la Cina significa molto in termini di economia e di interesse strategico. In occasione della firma sul contratto, l’ambasciatore cinese Xie Feng ha tenuto a ribadire che «la ferrovia ad alta velocità tra Jakarta e Bandung, con l’accordo dei leader dei due Paese, ha portato alla necessità di una maggiore sinergia per conseguire una crescita più significativa».

In Cina esistono già oltre quaranta linee distribuite su 16,000 chilometri, che rendono il Paese del Dragone la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo. In questo settore Beijing punta a espandersi all’estero, non soltanto fornendo incentivi e accordi bilaterali, ma esportando tecnologia e manodopera in grandi regioni del mondo, come l’Africa, dove ha da tempo interessi commerciali specifici, soprattutto nei Paesi orientali del continente. La crescita economica cinese, frenata negli ultimi anni, potrebbe riprendere il suo corso anche grazie a investimenti di ampio respiro come nel caso delle infrastrutture ferroviarie.

La decisione del Giappone di spingersi in un contrasto economico con i rivali cinesi è dettato dall’intraprendenza di Beijing, ma anche dalla necessità di espandersi in Asia sulle nuove rotte commerciali che necessitano oggi di collegamenti sicuri e dotati di grandi performance.

Intanto alla fine di agosto la China Railway Construction Corporation (CRCC) annunciava l’imminente firma dell’accordo tra Cina e Thailandia per la costruzione di un progetto della durata di tre anni per la costruzione del collegamento tra Kunming e Bangkok, lungo oltre 870 chilometri. L’accordo, che si basa tra le altre cose sulla possibilità di spostare due milioni di turisti cinesi verso la Thailandia ogni anno, potrebbe anche stimolare l’export di prodotti agricoli tra i due partner.

Il progetto indiano prevede la creazione di una rete ad alta velocità lunga oltre 10,000 chilometri che colleghi Mumbai, Chennai, Delhi e Calcutta. Un “Diamond Quadrilateral”, così ribattezzato, che potrebbe essere sostenuto per l’80% dei costi da Tokyo, in cambio dell’acquisto per almeno il 30% di attrezzature ed expertise giapponese. Il progetto di Delhi prevede di passare attraverso 14 tra stati e territori dell’India, implementando la creazione di una nuova rete stradale e migliorando le reti ferroviarie già esistenti.

Uno dei progetti di sviluppo della rete ferroviaria

Uno dei progetti di sviluppo della rete ferroviaria

Il Giappone afferma che il trasporto tra Mumbai e Ahmedabad potrebbe scendere da sette ore a due, e che il nuovo percorso necessiterà di 11 nuove gallerie, tra cui un passaggio sottomarino per arrivare alla penisola di Mumbai. Il governo indiano è in procinto di prendere una decisione in merito nel corso delle prossime settimane, anche se i dubbi sono rilevanti per la portata di un intervento che andrebbe a creare ex novo una struttura complessa, e che richiederebbe assistenza completa dall’estero. Il sistema ferroviario indiano, che muove oltre 23 milioni di persone ogni giorno, necessita di interventi volti a un miglioramento sostanziale in termini di sicurezza e di accessibilità, e lo stanziamento di un budget così ingente per una nuova infrastruttura potrebbe portare problemi politici non secondari.

Il “Diamond Quadrilateral” è un boccone appetitoso non soltanto per le aziende e i governi asiatici. I progetti per la costruzione di questa rete sono arrivati anche da Francia e Spagna. I tempi di percorrenza cambierebbero in maniera drastica, passando da una media di 54km/h della rete esistente ai quasi 300km/h della nuova rete, anche se la reale fattibilità dei progetti è tutta da considerare in base a costi, tempi di realizzazione e trasferimento di tecnologia e competenze.

Una “guerra” commerciale giocata su uno scacchiere molto ampio, quello asiatico, che potrebbe stimolare una nuova corsa per le infrastrutture.

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