Khorgos, il porto in mezzo alla steppa

kaz

Tra poco più di cinquecento giorni, l’Expo internazionale, chiusa l’edizione 2015 di Milano, inizierà a essere programmata per Astana 2017. Tema della prossima esposizione sarà «L’energia del futuro», e possiamo solo immaginare quali performance avranno raggiunto tra pochi anni le nuove turbine eoliche, o i piccoli impianti fotovoltaici che oggi sono ibridi ma che domani potranno regalarci grandi quantità di energia. Il Kazakistan punta sul futuro anche per quanto riguarda il tema dei trasporti, e vuole ritagliarsi un ruolo di primo piano nel commercio globale, diventando il maggiore hub dell’Asia centrale nel trasporto di cargo Cina-Europa [articolo pubblicato su The MediTelegraph]

Un mercato da 600 miliardi di dollari in cui Astana vuole diventare un player internazionale di alto livello, ma per cui dovrà cambiare molto sul fronte normativo e sugli standard internazionali di sicurezza. Il più grande Paese al mondo senza sbocchi al mare si candida dunque per essere il più grande smistatore delle merci via cargo tra Cina ed Europa, magari con l’aiuto di Dubai Ports World. Il confine orientale del Kazakistan, caratterizzato da una geografia montuosa poco abitata, tocca per quasi 2000 chilometri la frontiera cinese, e la volontà di Beijing di ricreare una Via della Seta versione XXI° secolo potrebbero incontrare i favori del governo kazako.

Una linea di collegamento ferroviaria esiste già tra le città di Duisburg, in Germania, e Chongqing, in Cina, ma i tempi di percorrenza non sono competitivi rispetto al commercio marittimo, e sono validi, perciò, solo per merci ad alto valore aggiunto, come beni di lusso e ad alta tecnologia. Intanto, però, Astana si muove. Dopo aver costruito un polo logistico a Khorgos, a 300 chilometri a est di Almaty (capitale dello Stato fino al 1998), il Kazakistan vuole implementare la velocità di scambio delle merci tra le linee ferroviarie già esistenti.

Il “Dry Port” in costruzione nel passaggio di Khorgos ha già attirato numerosi investimenti, tra cui quelli di grandi operatori internazionali del settore della logistica, come Kalmar Global, che si è già assicurata due contratti per la fornitura di attrezzature mobili da consegnarsi entro la fine del 2015. Gli acquisti da parte della “Khorgos Gateway” riguardano alcuni container, 6 stacker, alcuni trattori portuali e dieci telai. Il retroporto della frontiera kazaka è in espansione, ed entro il 2018 dovrebbe raggiungere i 5 chilometri quadrati operativi.

map

Come fosse un vero porto, Khorgos sta crescendo e si sta ammodernando. Nell’arco di pochi anni potrebbe diventare un vero hub trans-continentale per svariate tipologie merceologiche, oltre a fornire rapidità di trasporto e costi più contenuti. Va considerato, inoltre, che le possibilità non riguardano solamente la Cina, ma anche Paesi vicini o confinanti, tra cui Kirghizistan e Tagikistan.

Le agevolazioni fiscali e le previsioni di crescita dell’area sono due leve su cui Astana punta molto in termini di investimenti esteri. Alcuni colossi internazionali, tra cui la tedesca BASF, si sono già detti interessati a installare posizioni a Khorgos. Oltre 500 milioni di dollari sono già stati investiti nell’area, anche se mancano all’appello alcune infrastrutture promosse dallo Stato, tra cui nuovi collegamenti stradali. Le cinque ore di macchina che separano Almaty dal confine non sono praticabili per un’evoluzione naturale del “Dry Port”, che nei progetti iniziali prevedeva anche la costruzione di svariati hotel e strutture ricettive.

L’intera area, soggetta a esenzioni fiscali notevoli, guarda all’esperienza fortunata di Dubai, che ha saputo diversificare gli investimenti a lungo termine, tra turismo e logistica. Ma il lavoro da fare è tanto, se pensiamo che le operazioni di sdoganamento hanno una media di cinque giorni negli Emirati Arabi Uniti, mentre possono richiedere fino a un mese in Kazakistan. Inoltre i costi e le operazioni burocratiche di  importazione ed esportazione risultano lunghe e costose in Asia centrale, mentre la tecnologia e precise scelte commerciali hanno  velocizzato di molto le procedure nel Golfo.

Dubai Ports World fornirà perciò il know-how necessario per snellire l’impianto burocratico e tecnico, ma serviranno precise scelte politiche a lungo termine per garantire al Khorgos Gateway una lunga vita di commercio, invogliando attori continentali a scegliere la strada di terra anziché il mare. Ma la sfida è anche interna alla regione, dal momento che la Russia è già in grado di fornire collegamenti ferroviari competitivi. Il Ministro degli Esteri di Astana, Yerlan Idrissov, però assicura che il mercato «è grande abbastanza per contenere più giocatori», puntando dunque sui volumi degli scambi commerciali dei prossimi anni. La forza del Paese risiede nella sua posizione centrale a livello continentale, e la sua vicinanza con economie forti ed emergenti.

a0132432a2f861f1cb19889c356e4f96L’intera gamma di servizi portuali è già a disposizione degli utenti del Khorgos Gateway, dal trasbordo all’importazione, dallo stoccaggio alla gestione di materiali sensibili. Le previsioni dicono che nei prossimi cinque anni il valore degli scambi commerciali tra Europa e Cina aumenterà fino a 800 miliardi di dollari, e il Kazakistan vuole ritagliarsi almeno il 10% del totale. Sfida sicuramente non facile, ma possibile se le intenzioni saranno supportate da precise indicazioni strategiche.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...