L’Iraq potenzia il trasporto marittimo

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Il porto di Umm Qasr, in Iraq, è pronto a rinnovarsi. ICTSI (International Container Terminal Services) ha recentemente inaugurato la nuova struttura “green” nello scalo, secondo porto iracheno per capacità in acque profonde, ma primo porto del Paese per importanza. Vicino al confino con il Kuwait, il porto di Umm Nasr è strategicamente importante per l’Iraq, dato che si trova sulla costa occidentale della penisola di al-Faw, tra la foce del fiume Shatt e il Golfo Persico. [articolo pubblicato su The Meditelegraph]

L’efficienza del porto viene dunque potenziata da questo recente sviluppo, in grado di ampliare la capacità del sito per quanto riguarda la parte cargo, equipaggiandosi inoltre con strumenti più moderni e affidabili.

L’implementazione del progetto, portata avanti da Basra Gateway Terminal (BGT) – una controllata di ICTSI – riguarda un investimento di 130 milioni di dollari. Il supporto economico del governo iracheno ha reso possibile anche la partecipazione di capitale estero al nuovo disegno portuale. Lo scalo appartiene al governo di Baghdad, che ne ha assegnato la gestione in concessione a BGT, con lo scopo di ammodernare le infrastrutture esistenti e di potenziare la capacità operativa complessiva.

Sono oltre venti i moli del porto di Umm Qasr, il che lo rende la prima vera porta d’accesso al Paese, con oltre cinque chilometri di lunghezza totale di ancoraggio. Umm Qasr gestisce diversi tipi di merce, tra liquidi e rinfuse solide, container e cibo. Il contratto con BGT prevede, oltre alla ristrutturazione, anche la costruzione di un nuovo terminal cargo, concesso alla stessa azienda per un periodo di 26 anni. La creazione della nuova banchina, con una lunghezza prevista di 600 metri e una profondità di quasi 13 metri, prevede che lo spazio ex novo possa ospitare una capacità di carico/scarico per 900,000 TEUs.

umm-qasr-iraqParallelamente alla sua costruzione, verranno eseguiti anche lavori di ammodernamento e di creazione di parcheggio, uffici amministrativi e asset per la logistica portuale. Il nuovo terminal sarà anche dotato di nuove gru ship-to-shore per mega porta-container, oltre a altre facilities  per la logistica in banchina. Sarà inoltre dotato di un sistema operativo del terminale Navis N4, che è un sistema di gestione dei terminali per fornire un servizio migliore al cliente. E’ inoltre programmato un nuovo sistema di formazione per il personale addetto alle gru.

L’inaugurazione ufficiale della nuova infrastruttura ha visto la partecipazione del Ministro dei Trasporti iracheno, Kadhem Finjan al-Hamami, per sottolineare l’importanza strategica per l’economia e lo sviluppo della portualità del Paese. La città di Umm Qasr aveva subito uno dei più pesanti attacchi da parte della coalizione anti-Saddam all’inizio del 2003. L’assalto al porto e alle sue infrastrutture, guidato dal contingente inglese e americano, vide diversi giorni di battaglia, con l’esercito iracheno impegnato in una forte resistenza armata. Terminata la fase bellica, il fondale davanti a Umm Qasr è stato bonificato dalle mine, e oggi rappresenta l’accesso primario per il mercato iracheno via mare.

Durante la cerimonia d’inaugurazione, il Presidente di ICTSI Enrique K. Razon Jr affermava: «La giornata di oggi rappresenta una pietra miliare nello sviluppo delle infrastrutture di trasporto dell’Iraq. L’impegno di ICTSI è evidenziato dagli importanti investimenti che stiamo portando avanti, con il potenziamento degli ormeggi esistenti e la costruzione del nuovo terminal che incorpora il molo 27». L’importanza dell’ammodernamento del porto veniva anche sottolineata da Hans-Ole Madsen, Senior Vice-President di ICTSI: «BGT vuole consolidare la propria posizione come primo terminal container in Iraq. Con questo investimento infrastrutturale, grazie ai nuovi sistemi di movimentazione e allo sviluppo IT, oltre che con una precisa formazione del personale, BGT alza il livello di operazioni nel settore container e di capacità di carico generale del Paese».

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A metà novembre è stato conferito il “Contribution to the Development of the Regional Maritime Cluster Award” a BGT durante il Seatrade Maritime Award per il Medioriente. Un riconoscimento che travalica le questioni prettamente aziendali, e che non può non leggersi come uno dei tentativi concreti di Baghdad di risvegliare un’economia che deve fare i conti con più di un decennio di guerra. La Banca Mondiale rilevava la scorsa primavera che dal 2014 l’Iraq ha dovuto affrontare due crisi di non poco conto. La crescente instabilità dovuta alle forze armate dell’ISIS e lo shock petrolifero. La crisi politica che si è dunque determinata ha di fatto rallentato e bloccato le timide riforme e gli investimenti, portando a una contrazione della spesa pubblica e dei consumi.

La produzione non-petrolifera ha subito un calo del 9% nel 2015, mentre i pozzi petroliferi del sud dell’Iraq – fuori dalla portata delle armate del sedicente Califfato – hanno continuato a estrarre greggio per 3,5 milioni di barili al giorno. Il Pil, che è cresciuto del 2,4% nel 2015 dopo un anno di contrazione, è previsto in crescita nel 2016. A fine anno si prospetta infatti un aumento marcato, di oltre 7 punti percentuali. Questo risultato si otterrà grazie alla continua produzione petrolifera in seguito agli accordi OPEC, ma anche grazie agli investimenti esteri nel Paese.

Tutti i diritti riservati ©Leonardo Parigi

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